Casalabate, un “distretto dell’arte” sempre più amato: i muri della marina raccontano chi siamo

"Un piccolo borgo pugliese immerso nella natura che ha conquistato il cuore di tutti”.

È stata definita così Casalabate, dal sito siviaggia.it, che ha inserito la marina squinzanese tra le mete preferite da turisti provenienti da diverse parti del mondo e da star internazionali, come l’attrice britannica Naomi Watts, che giunta in Puglia per partecipare ad un matrimonio nelle scorse settimane, ha alloggiato in una caratteristica masseria della zona, portando nel cuore il ricordo di una vacanza certamente da ripetere. È proprio così, la marina di Casalabate fa innamorare di sé, soprattutto adesso, che ha cambiato veste, volto e aspetto, grazie al Festival di Street Art tenutosi dal 24 al 28 luglio scorsi. Venticinque pareti di palazzi e immobili riqualificate e animate da spettacolari capolavori realizzati da artisti nazionali ed internazionali, che con le loro opere hanno saputo trasmettere messaggi fruibili a tutti, esercitando un’eccellente forza espressiva e suscitando stupore, meraviglia, sorpresa. Un museo diffuso, a cielo aperto, gratuito, di tutti e per tutti. Un’arte che non si nasconde ma è sotto gli occhi curiosi di tutti, un veicolo di informazioni, di ricordi, di riqualificazione urbana, di promozione del territorio; un potente strumento di comunicazione, di arte, talento, bellezza ed esteticità, che fa parlare i muri, che amplifica le immagini, che racconta culture, storie e tradizioni. Un dialogo aperto con la città, immediato, visibile, senza filtri, carico di fascino, interpretazioni, suscitatore di emozioni, che rende uno spazio fisico rinnovato, rivalutato, partecipato, vissuto. Itinerari tematici: il mare, e la musica. La musica, fiore all’occhiello delle città di Trepuzzi e Squinzano, che ne fanno un punto di forza, crogioli di talenti che ci hanno fatto conoscere nel mondo. Non a caso, il volto di Nicola Arigliano che esclama “i sing ammore” raffigurato all’entrata della marina, è stata la prima opera realizzata nell’ambito di questa fortunata rassegna internazionale dell’arte urbana, a cui ne sono seguite tante altre, dalla gigantografia di Renzo Arbore a quella di Lucio Battisti o Pappalardo, da volti femminili a immagini di animali ricchi di dettagli e sfumature cromatiche, da immagini inneggianti alla fratellanza, a massime cariche di significato e di valori condivisi, tra cui: “Chi non ama la musica, non ama se stesso, non ama l’amore, perché la musica è sacra”, “Ogni uomo è mio fratello”, “Ci sono vite che capitano e vite da capitano”, e poi l’ultima, forse la più significativa, un monito e un invito per tutti a fare, a produrre, a creare amore: “Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo”.

 

 In allegato, alcune delle opere realizzate.

 

         

 

       

 

        

     

 

          

 

   

 

 

 

 

 

Ilaria Bracciale

Redattrice

"La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento d’anima."
(Henri Bergson)

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