Sport

Il 12 giugno scorso presso il Circolo Tennis di Via Gorizia a Squinzano, ha avuto inizio il tanto atteso Torneo Open Maschile dedicato all’indimenticabile amico e sportivo Paolo Serio.

Si è tenuta stamattina la seconda delle conferenze stampa indette dalla società giallorossa per presentare il nuovo Lecce: oggi è stata la volta di Baroni, nuovo allenatore arrivato dopo l’addio turbolento di Eugenio Corini, al termine di una stagione che non si è conclusa nel migliore dei modi.
Ad aprire le danze come sempre il Presidente giallorosso, Saverio Sticchi Damiani, che esordisce: “Oggi inizia la nuova stagione, partiamo dalla figura principale quella del nuovo allenatore. Siamo presenti tutti, come giusto che sia, vogliamo dare un caloroso benvenuto al nostro mister. L’idea di aver portato oggi un allenatore che ha indossato la maglia giallorossa è motivo di grande gioia e soddisfazione. Quando abbiamo raggiunto l’intesa con il mister, ho chiesto di andare a ripescare quel mitico gol contro il Napoli, con lo stadio pieno, per lui è un bentornato nel Salento, perché il suo legame con questa terra non si è mai interrotto è questo per noi è non un valore romantico ma aggiunto. La nostra richiesta è quella di continuare il progetto che abbiamo iniziato, con i giovani ricchi di talento e con i senatori che devono ricordare a questo gruppo i nostri valore”.
“Mi piacerebbe vedere - continua il numero uno giallorosso, - una squadra tosta e organizzata e che possa dare la sensazione ai tifosi di aver dato tutto. Sono contento del suo arrivo e sono certo che insieme ci toglieremo delle soddisfazioni”.
Prima di passare la parola al DS Corvino, è doveroso per il Presidente spendere alcune parole sulla promozione della Primavera nella massima serie: “Siamo felici di aver raggiunto la Primavera 1, un campionato che abbiamo anche vinto in passato, ci miglioreremo con i migliori club della Serie A, voglio ringraziare i nostri ragazzi ma anche il direttore Corvino e Gennaro Delvecchio per il loro lavoro durante tutto l’anno”.


È il turno di Pantaleo Corvino, anche lui da il suo caloroso benvenuto a Mister Baroni: “Da Marco (Baroni, ndr) ci aspettiamo un valore aggiunto, noi siamo convinti che possa supportare le nostre linee guida. La scelta di un allenatore è quella più difficile, perché il suo lavoro è fondamentale e il lavoro della società si ripercuote per primo sul tecnico, che deve essere la persona che riceve i nostri solleciti. Io come responsabile ho dovuto effettuare una scelta e ho portato a termine questo sposalizio con la società. Tecnico e direttore dell’area tecnica sono come marito e moglie che devono andare perfettamente d’accordo per il bene della società. Questa scelta non è stata condizionata dai tempi e dai modi abbiamo avuto l’opportunità di scegliere, siamo arrivati a questa decisione in modo ponderato. Ci aspettiamo che Marco Baroni possa trasformare le nostre idee in realtà sul terreno di gioco. Marco Baroni è stata una scelta che ha tenuto conto di tutti questi aspetti, in lui ho trovato una persona capace di capire, per ora ci siamo fidanzati, vedremo se potremo andare oltre”.

È finalmente il turno di Marco Baroni, il nuovo allenatore del Lecce, arrivato in città dopo il crudo addio di Corini:Prima di tutto voglio salutare tutta la città e tifosi e poi voglio ringraziare la società”.

“In questa scelta - dice Baroni - hanno influito tante cose, incluso anche il mio passato qui a Lecce. In questo progetto vedo un’opportunità importante. Ho la fortuna di lavorare vicino ad un direttore di altissimo livello, una società ambiziosa, un gruppo di persone che ha avuto l’impegno verso la città e la crescita di questa squadra. Io che conosco e che ho vissuto un parentesi importante e fondamentale nella carriera dal calciatore, ho ripensato alle emozioni che ho provato in questo stadio. Tutto questo mi ha portato a non pensarci un attimo a buttarmi in questa avventura. Non voglio fare proclami, preferisco il campo, non vedo l’ora di partire e di lavorare con i ragazzi. Ho sentito delle grandi affinità”.

Il neo allenatore giallorosso, poi, si sbilancia rispetto al prossimo modulo che metterà in campo: “Giocheremo sicuramente con una punta, lavoreremo sulla ricerca degli esterni, sia alti che bassi, che sui tre centrocampisti. Ora non mi piace parlare nei programmi. Non contano i numeri ma conta la lettura delle situazioni di gioco e sul principio, si potrà modificare nella situazione. Mi interessa che ci siano giocatori, possibilmente specifici nei ruoli, ma anche chi non lo dovesse essere dovrà essere bravo ad adattarsi alla mia idea di calcio”.
Sui giovanissimi giallorossi, dice: “C’è un buon lavoro, è ho visto dei ragazzi interessanti. In questo momento non mi sento di fare dei nomi sui ragazzi, sicuramente ci sono dei profili che hanno già lavorato con la prima squadra. Il calcio non ha età quindi ci potranno essere delle opportunità che devono essere prese al volo. Qui c’è gente ambiziosa, che vuole lavorare e mettersi in discussione ogni giorno, vogliamo migliorarci ogni giorno. La Serie B, che conosco bene, ogni anno ha sempre degli exploit e grande cadute. Non voglio fare proclami, voglio solo promettere impegno e lavoro, ad una piazza che è in grado di sostenerti”.

Sul calciomercato, il nuovo tecnico non si sbilancia tanto: “Io sono venuto qui a lavorare con un direttore con un personaggio di primissimo livello, ogni giorno ci confrontiamo e presto arriveremo a trovare dei profili che sono adatti al nostro concetto di calcio, oggi è prematuro parlare di nomi. Con Corvino abbiamo le stesse idee e questo è importante per fare un buon lavoro qui”.

Partirà dal prossimo 8 luglio, invece, il ritiro della squadra e fino al 15 luglio verranno effettuati allenamenti presso l’Acaya Golf Resort & SPA e visite mediche presso il Centro BioLab di Cutrofiano. Giovedì 15 luglio la squadra partirà per Folgaria, dove si tratterrà fino al 30 luglio, alloggiando all’Alpen Hotel Eghel. La comitiva giallorossa avrà a disposizione due campi d’allenamento, il Campo Comunale di Folgaria e quello di Lavarone.

Si è tenuta questa mattina, 12 giugno, presso Palazzo BN a Lecce, la prima delle due conferenze stampa indette dalla società giallorossa per informare i giornalisti e i tifosi delle ultime novità in casa Lecce, a partire dal prossimo campionato di Serie B, in procinto di cominciare tra poco più di due mesi. 

Il primo a prendere la parola è il Presidente Saverio Sticchi Damiani, che ha parlato a 360° della società, della squadra e dei tifosi giallorossi.
Quando finisce una stagione si fanno delle analisi nel modo più oggettivo possibile, che vanno spiegate alla stampa e ai tifosi, - ha esordito il Presidente Sticchi Damiani - se si resta in silenzio si fa parlare chi non ha contezza di niente e prendono piede interpretazioni sganciate dalla realtà dei fatti".


Oggi devo raccontarvi tutto quello che è accaduto quest’anno”, ha continuato il Presidente giallorosso.


In C e in B è stato fatto un lavoro egregio, la Serie A è stata un’occasione perduta dal punto di vista del patrimonio tecnico che avremmo potuto costruire e non abbiamo costruito. Il Lecce in Serie A può pure retrocedere all’ultima giornata, quello che non può accadere è che con un budget di 30 milioni non ci sia rimasto granché dal punto di vista del patrimonio tecnico. Abbiamo disperso il patrimonio, ad eccezione di Gabriel e Gallo. I big di questo campionato sono giocatori che c’erano già dalla B precedente. Il paracadute è un po’ fumo negli occhi: se non è accompagnato dal patrimonio tecnico, il solo paracadute, di sette milioni di euro, viene dimezzato se serve per pagare giocatori che ci siamo trascinati dalla A alla B che non sono funzionali al progetto ma che sono a libro paga”.
E su Pantaleo Corvino, il DS del Lecce, il Presidente ne tesse le lodi: “Pantaleo Corvino ha accettato al massimo la sfida del Lecce. Siamo una società che fa tutto con i giusti numeri, con sacrifici e con fantasia. La B di quest’anno è iniziata con dei mal di pancia di giocatori che volevano giocare in Serie A ed erano scontenti. Queste sono stagioni che se iniziano male non sai come va a finire. Io non mi scorderò mai che dopo aver perso in casa col Pisa, nella successiva partita in casa col Vicenza, avevamo Pettinari col mal di schiena”.
E a proposito di Pettinari, Sticchi Damiani conferma le voci che danno come imminente il suo addio ai colori giallorossi: “Verso settembre/ottobre gli abbiamo proposto un triennale a cifre importanti che non ha voluto accettare, chiedeva cifre che non sarebbe stato giusto riconoscergli rispetto ai numeri dello spogliatoio”.
Sulla mancata promozione, il Presidente del Lecce chiarisce che non ci è stato nessun sotterfugio: “L’anno scorso abbiamo proposto un progetto tecnico pluriennale di tre anni. Quando parlo di periodo triennale non vuol dire che fra tre anni andremo sicuramente in Serie A, come non vuol dire che non potevamo andarci già quest’anno. Già nel primo anno abbiamo sfiorato per ben due volte una promozione in A sfuggita sia nella stagione regolare sia ai Playoff. Dispiace perché c’erano le condizioni per andare su, ci siamo consumati per provare a raggiungere l’obiettivo. Abbiamo fissato un premio, il più alto da noi mai previsto e depositato in lega. Rispetto ai tanti complottisti che dicono che la società non voleva salire, una barzelletta che ricorre nei momenti di silenzio, dico che non c’è società al mondo che non vuole salire visto che la Serie A porta introiti per 50 milioni di euro. Negli ultimi mesi non abbiamo dormito la notte per sostenere i ragazzi e l’allenatore per raggiungere l’obiettivo. Abbiamo subito un danno per la mancata promozione che va dai 40 ai 50 milioni. Nella prossima stagione dobbiamo continuare a crescere come stiamo facendo. Quest’anno non c’è paracadute, dobbiamo lavorare con le risorse della società in un momento di crisi. Il livello di difficoltà è massimo e il margine d’errore è minimo. In questo momento stiamo chiedendo al nostro direttore di patrimonializzare il club, nonostante un budget contenuto. Solo chi non legge un giornale sportivo non si rende conto che c’è un ridimensionamento in tutta la Serie B”.
Sulla concessione dello stadio comunale alla società giallorossa, Saverio Sticchi Damiani, dichiara: “Abbiamo firmato la convenzione per la concessione del Via del Mare. Speriamo sia un’opportunità, si tratta di un modo per risolvere un problema. Il Via del Mare è uno stadio vecchio e i lavori di straordinaria amministrazione il Comune non poteva eseguirli perché non aveva risorse. Pur non spettando al Lecce in questi anni abbiamo speso tre milioni sullo stadio che spettavano all’amministrazione. Il giorno dopo la stipula della convenzione ci siamo impegnati a fare lavori per altri 2,9 milioni. Se dovesse rientrare il pubblico allo stadio potremmo provare a rientrare delle spese sia con gli eventi sportivi e sia con spettacoli e concerti. Ci siamo inventati il modello M908, la Lecce Program, abbiamo puntualmente ripianato le perdite con risorse personali. Lo abbiamo cercato di fare con buon senso ed equilibrio”.


Il mancato obiettivo della promozione ha portato al cambio di tecnico in casa giallorossa: “Abbiamo analizzato le ragioni degli obiettivi mancati e, al di là del singolo episodio, dato che un calcio di rigore segnato cambia la stagione, abbiamo pensato di poter fare una scelta differente per la guida tecnica. Rispetto al progetto triennale era opportuno cambiare. Cercare un capro espiatorio è una lettura semplicistica, si scelgono tante cose per crescere e, con l’ennesimo sacrificio economico, si fa una scelta dopo un’analisi oggettiva e tecnica. Nessuno gioca al gioco delle responsabilità. Vogliamo crescere e vincere e le scelte vanno fatte in questo senso. Anche sui giocatori andranno fatte queste valutazioni”.

La parola passa a Renè De Picciotto, consigliere di maggioranza, che ha subito esordito:
Tre anni e mezzo fa Corrado Liguori mi portò a fare calcio a Lecce. Seguo pur non occupandomi della gestione, conoscevo il calcio avendo collaborato con Akragas e Bisceglie ma il mio spettro di conoscenza è cresciuto. Ringrazio Pantaleo Corvino che si è preso un rischio tornando a casa. Ringrazio anche Chiara Carrozzo, che ha lottato con i numeri della società, un po’ più rossi ma non neri. Il presente è duro tra Covid, mancanza di sponsor e ricavi. Lecce ha avuto una tradizione importante nel calcio, ottimi risultati per una città piccola con un numero importante di abbonamenti. Io sono arrivato qui quindici anni fa, negli ultimi anni sono residente in Italia al settanta percento e ho investito tanto in Puglia. Lecce è stata la città che, come Comune e gente, mi ha accolto meglio. Non sono un tifoso di livello 1 innamorato della maglia e basta. Io ho un sacco di cose nella mia vita, sono anche tifoso ma sono un tifoso ragionevole”.

Sono contento – prosegue De Picciotto - di parlare al Palazzo BN, è un simbolo dell’attaccamento che ho per Lecce. L’impegno che possiamo dare deve essere ragionevole, non può essere illimitato. Alle nostre spalle non ci sono banche grosse. Negli ultimi tempi i debiti sono aumentati, bisogna essere più rigorosi. Ai rigori sbagliati sul campo dobbiamo rimediare con rigore societario e non abbiamo scelta se non vogliamo precipitare. La gente oggi non si può aspettare atteggiamenti del passato, dove si buttavano i milioni. I tempi sono cambiati. È più facile guadagnare un milione a New York che 100 lire in Puglia. Non vuol dire che non ci sono opportunità. Siamo stati fortunati in tre anni ad andare dalla C alla A. Nelle vittorie e nelle sconfitte non c’è mai un solo responsabile. Sono un socio leale, normalmente nelle mie società sono socio di maggioranza, ho circa 60 società, la maggior parte in utile, tranne il Lecce. Oggi siamo costretti a fare sforzi sui giovani, è stato fatto un bellissimo lavoro sul settore giovanile. Dobbiamo crescere i talenti. Io non ho tanto tempo ma non ho tanta fretta. Io sono di una cultura diversa rispetto agli altri soci. Non si può avere mancanza di pugno a livello di direzione, non può mancare la certificazione dei bilanci, non possono mancare delle procedure standard nelle società. Tutti dicono che il calcio è speciale e deve essere gestito in maniera speciale. Sono assolutamente contrario. Le regole di gestione sono identiche dappertutto, pensare che il cuore, la maglia e il sogno possano sostituire i conti non è così. Churchill diceva che gli italiani perdevano le guerre come una partita di calcio e perdevano le partite di calcio come una guerra. Non è un concetto sbagliato. Nell’ultima parte della stagione ci è mancata la grinta, gliel’ho detto anche a Corini prima di salutarlo. Nei paesi anglosassoni mai si sarebbero perse alcune partite per mancanza di grinta con quattro punti di vantaggio sulla terza. Io non ho bisogno di essere presente in città per fare le cose, ho investimenti dappertutto nel mondo e li gestisco anche a distanza. A Lecce ci vogliono una disciplina e una visione diversa a livello di organizzazione societaria. Dal primo momento ho sempre detto che bisogna essere più attenti sulla certificazione dei conti e le procedure. Avevo una piccola quota ed era solo un consiglio. Adesso ho una quota più grossa e i tempi sono difficili, ma l’esigenza è la stessa. Definiremo un modus operandi con il resto dei soci. Mi interessa che la società faccia una svolta a livello di governance. Il presidente ha fatto un lavoro fantastico, che va oltre quello del presidente. Bisogna aggiornare il modello calcio al modello economico odierno”.


Infine, è toccato al Direttore Sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, che ha subito esordito: “Quando arrivi a quattro giornate dalla fine e sei a cinque punti dalla terza in classifica e a sei dalla quarta, pensi che il lavoro societario pur tra tante difficoltà è stato fatto al massimo. Faccio questo lavoro da più di 40 anni, non ho mai dato tanto come ho dato in quest’anno. Eppure i nostri tifosi sono amareggiati, anche loro stavano toccando con mano qualcosa che nessuno li aveva promesso. Mi sono immedesimato in loro. È amareggiata la mia società, fra dare 8 milioni al responsabile dell’area tecnica per gestire la serie B e darne 50 in A cambia molto”.


Quest’anno da parte mia c’è stato un grande sforzo per creare un’organizzazione migliore, scegliendo nuovi uomini, assieme a strutture che non c’erano. Venti anni fa ho lasciato una squadra con sette titolari che venivano dal settore giovanile, valorizzando giovani del territorio. Oggi sento che nel settore giovanile del Lecce ci sono troppi stranieri. La storia del Lecce dice che ci sono stati cicli a livello di settore giovanile, il ciclo Adamo, il ciclo di Carmelo Russo. Nessuno può cancellare il mio ciclo, ho sempre lavorato ovunque come responsabile del settore giovanile. Nei precedenti cicli il calcio era provinciale. Io mi sono trovato in un calcio globalizzato, dove il provincialismo non ci deve essere. Noi qui vogliamo riproporre un settore giovanile figlio dell’era che stiamo vivendo. Io guardo sempre in casa, poi guardo vicino e poi devo andare lontano, per trovare potenzialità che possono diventare qualità. Nel settore giovanile ho profuso sforzi importanti, per noi riveste un ruolo strategico. Dobbiamo tenere conto che quest’anno lo sforzo è stato immane. Non ci siamo solo preoccupati di guardare al risultato della prima squadra. Ci siamo preoccupati di presupposti importanti. Noi non ci alziamo presto la mattina per prenderci il caffè ma per farci venire delle idee. Noi possiamo crescere solo così, attraverso il lavoro e le idee”.


Pantaleo Corvino, continua poi: “Quando sono arrivato qui c’era un allenatore che è stato esonerato alla vigilia della partenza per il ritiro. Mi sono trovato a fare una scelta, cercando il miglior allenatore possibile sulla piazza. La scelta era caduta su una persona i cui trascorsi davano garanzie. Quest’anno avendo tempo ho scelto un allenatore assieme al quale abbiamo convenuto di fare un contratto di un anno, io ho voluto l’opzione per un altro anno”.
“Io qui a Lecce ho trovato giocatori di serie C e per mandarli via ho dovuto pagare l’intero ingaggio o metà ingaggio. Penso a Tsonev. Benzar è stato pagato due milioni di euro con 400 mila euro di ingaggio, e ho dovuto pagare 200 mila euro per convincere un club amico a prenderselo. Queste cifre sono entrate nel monte ingaggi di quest’anno, che oggi risulta fra i più alti della B. Per quanto riguarda il monte ingaggi quest’anno saremo ancor più rigorosi. Quando si fissa un obiettivo non si fissa un tempo, se si fa tutto bene si può raggiungere subito, altrimenti il ciclo si allunga. Noi ai nostri tifosi non promettiamo quello che non possiamo fare attraverso i fondi”.


Il Lecce sale in Primavera 1


E’, invece, notizia delle ultime ore la promozione storica della Primavera del Lecce, in Primavera 1: un gol segnato da Sergio Masellial al 33′ del primo tempo ha regalato alla formazione giallorossa la promozione. I giallorossi di mister Grieco hanno infatti sconfitto la Cremonese nella semifinale playoff e accedono così alla categoria superiore. Al triplice fischio finale dell’arbitro, festa grande in campo per calciatori, staff tecnico e il presidente Saverio Sticchi Damiani, quest’ultimo accorso appena in tempo dalla conferenza stampa tenuta al palazzo BN di Lecce.

Si scaldano ufficialmente i motori della nuova stagione sportiva 2021-2022, che vedrà il Lecce di Saverio Sticchi Damiani disputare il campionato di Serie B. La chiave di tutto sarà il prossimo fine settimana, durante il quale si sveleranno le carte rispetto alle prossime strategia di Via Costadura. Gli appuntamenti saranno due: sabato 12 giugno, alle ore 10.30, presso Palazzo BN (ex Banco di Napoli), nel centro del capoluogo salentino, è stata convocata una conferenza stampa alla quale parteciperanno tutti i soci dell’Us Lecce, capitanati dal presidente Saverio Sticchi Damiani. L’obiettivo sarà quello di illustrare la programmazione della nuova stagione sportiva, in procinto di cominciare. Poi, il giorno dopo, domenica 13 giugno alle 10.30, presso la sala stampa “Sergio Vantaggiato” dello stadio Via del Mare, il direttore generale dell’Area tecnica Pantaleo Corvino presenterà ai giornalisti presenti il nuovo tecnico giallorosso Marco Baroni. Il duo Corvino-Baroni traccerà, quindi, le linee guida del “nuovo” Lecce. Per Baroni sarà l’esordio assoluto da allenatore giallorosso. Sarà suo il compito di organizzare al meglio la rosa salentina, visti anche importanti addii che stanno per susseguirsi, come quello dei difensori Adjapong, Dermaku e Maggio (secondo indiscrezioni la società di via Costadura avrebbe già comunicato al calciatore che non verrà proposto il rinnovo del contratto all'ex Napoli e Benevento).
Sembra certo anche l’arrivederci al Salento dei centrocampisti Nikolov e Tachtsidis, quest’ultimo protagonista della scalata del Lecce dalla Serie C alla Serie A, in due anni.
Intanto, proprio ieri è stato sottoscritto l’accordo con il Comune di Lecce (proprietario dello stadio) per la concessione del Via del Mare all’U.S. Lecce per i prossimi 10 anni.
Considero questo accordo, - ha detto il Presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, - come un ulteriore atto di responsabilità non solo nei confronti dei nostri tifosi ma anche nei confronti della città e del Salento. La concessione, innovativa ma al contempo impegnativa, ci permetterà di utilizzare l’impianto, oltre che per accogliere i nostri tifosi in occasione delle gare casalinghe come già accaduto in passato, anche per programmare una serie di eventi extrasportivi, consentendo al pubblico di usufruire dell’impianto anche al di fuori del periodo agonistico. Di contro il club, con tale atto, ha accettato di accollarsi il pesante fardello della manutenzione straordinaria di un impianto avanti con gli anni e, sul quale, ha già investito importanti risorse nelle passate stagioni. L’auspicio ovviamente è che, una volta messoci alle spalle questo brutto momento fatto anche di spalti tristemente vuoti, lo stadio diventi non solo un costo ma anche una risorsa in grado di finanziare, almeno in parte, il proprio sviluppo verso un modello di impianto più moderno ed accogliente”.

Quella di oggi, - continua il numero uno giallorosso - è una data importante che chiude l’iter amministrativo per la concessione decennale a nostro favore dello stadio Ettore Giardiniero. È doveroso un ringraziamento al Sindaco Carlo Salvemini e a tutti i dirigenti e tecnici comunali che si sono adoperati affinché ciò fosse possibile”.
Attraverso una nota stampa il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha detto: “Con questo atto, l’Unione Sportiva Lecce avrà l’uso esclusivo del più importante impianto sportivo della città, che potrà gestire in piena autonomia come avviene nelle principali piazze sportive del Paese. Ticketing, marketing, servizi, gestione del marchio, concerti e manifestazioni di richiamo secondo un Piano capace di garantire l’equilibrio economico e il rilancio della struttura, a fronte di un canone annuo – che utilizzeremo per rafforzare le politiche dello sport in città – e l’onere della manutenzione straordinaria. Grazie alla convenzione, inoltre, la società potrà ora richiedere e ottenere finanziamenti regionali (ai sensi del Titolo II) per l’ammodernamento dell’impianto. I Giochi del Mediterraneo 2026 garantiranno inoltre ulteriori investimenti a questo scopo. Ringrazio il dirigente e i funzionari comunali che hanno alacremente lavorato per questo risultato, che porta benefici alla città e alla società, ora in grado di essere “padrona del proprio destino” anche sul fronte Stadio. Ringrazio il presidente Sticchi Damiani, René De Picciotto e la società tutta, per aver accettato questa sfida impegnativa dando a tutti noi un ulteriore significativo segnale della solidità di un progetto sportivo e societario che ha già offerto e offrirà ancora grandi soddisfazioni ai tifosi e ai cittadini leccesi”.

La pandemia rallenta e pian piano si torna alla tanto agognata normalità che, forse, quando era a portata di mano, non abbiamo valutato pienamente.

Pagina 1 di 43
© 2020 Associazione TOTEM NORD SALENTO - P.I. 04700300751 • powered by PLUSadv