Trepuzzi si prepara a ricordare Teresa Russo con l’intitolazione di una Panchina Rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. La cerimonia è in programma oggi, giovedì 16 luglio 2026, alle ore 9, in Largo Margherita, su iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale, della Commissione Pari Opportunità e dell’Amministrazione comunale.
La panchina sarà dedicata a Teresa Russo, cittadina trepuzzina vittima di femminicidio, uccisa dal marito il 16 luglio 2018. Un gesto dal forte valore simbolico che punta a mantenere viva la memoria della sua storia e a rafforzare il messaggio di contrasto a ogni forma di violenza di genere.
L’iniziativa assume un significato ancora più rilevante dopo l’approvazione della Deliberazione della Giunta Comunale n. 181 del 14 luglio 2026, che istituisce il 16 luglio come Giornata cittadina della memoria, della riflessione e dell’impegno contro la violenza di genere. Una ricorrenza che, ogni anno, sarà dedicata alla sensibilizzazione della comunità e alla promozione di una cultura fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla dignità della persona.
L’obiettivo dell’Amministrazione è trasformare il ricordo di Teresa Russo in un impegno collettivo, affinché la memoria diventi uno strumento di educazione e prevenzione, coinvolgendo l’intera comunità e, in particolare, le nuove generazioni.
Queste le parole della Presidente del Consiglio Comunale Annamaria Capodieci: “Rivolgo un pensiero affettuoso e rispettoso ai familiari di Teresa, che hanno affrontato questi anni con grande dignità. A loro va la vicinanza dell’intera comunità di Trepuzzi.
Auspico che questa Panchina Rossa diventi un luogo di riflessione, consapevolezza e speranza, capace di ricordarci ogni giorno che il silenzio non protegge. Solo custodendo la Memoria e trasformandola in educazione possiamo costruire una cultura capace di prevenire la violenza, insegnando alle nuove generazioni il valore del rispetto reciproco, delle differenze e della libertà di ogni persona. È questo il senso più autentico del nostro impegno istituzionale.”
















