LECCE – Il dibattito sui lavori della nuova copertura dello Stadio Via del Mare e sulla questione dei maxischermi entra anche nel terreno dell’analisi tecnica. A intervenire, attraverso un post pubblicato sui social, è l’ingegnere Gilberto Pellegrino, che invita a riportare il confronto nelle sedi istituzionali e tecniche deputate ad affrontare le eventuali criticità del cantiere.
Pellegrino parte proprio dal dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni, tra interventi sui social, video dal cantiere, comunicati stampa e interrogativi sollevati dai tifosi. Secondo il professionista, però, per affrontare concretamente le problematiche legate all’opera occorre fare riferimento al Collegio Tecnico Consultivo (CTC), individuato come sede di confronto tra i diversi soggetti coinvolti nella realizzazione dell’intervento.
Nel suo intervento, l’ingegnere ricorda il ruolo del CTC nell’ambito dei contratti pubblici e sottolinea come sia questo il tavolo nel quale possono essere affrontate e valutate le criticità tecniche, le eventuali varianti e i problemi di interfaccia che possono emergere durante l’esecuzione dei lavori.
Un confronto che, secondo Pellegrino, deve coinvolgere i soggetti istituzionali e tecnici direttamente interessati: Consorzio esecutore, Stazione Appaltante e Direzione dei Lavori, attraverso i rispettivi rappresentanti.
«È precisamente quella – e solo quella – la sede idonea in cui l’ingegneria, la fisica e la burocrazia si incontrano», scrive Pellegrino, invitando di fatto a privilegiare il confronto tecnico rispetto alle polemiche sviluppatesi sui social.
L’ingegnere mette infatti in guardia dal rischio che video, dichiarazioni e prese di posizione pubbliche possano contribuire ad alimentare il dibattito mediatico senza incidere sulla soluzione delle eventuali problematiche del cantiere. L’obiettivo, a suo giudizio, dovrebbe essere quello di arrivare a decisioni fondate su valutazioni tecniche e istituzionali.
Pellegrino rivendica inoltre una conoscenza diretta dello stadio leccese, maturata attraverso diversi incarichi professionali. Nel suo post ricorda di essersi occupato, già nel 2005, della progettazione dei tornelli e degli aspetti legati alla sicurezza dell’impianto, nel periodo dell’applicazione delle disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu, e successivamente della Direzione dei Lavori delle opere strutturali del maxischermo realizzato nel 2024.
Proprio sulla base di questa esperienza, l’ingegnere auspica che nel Collegio Tecnico Consultivo possa prevalere quella che definisce la «sola logica d’ingegneria integrata»: l’obiettivo, secondo Pellegrino, deve essere quello di garantire al Via del Mare un’opera sicura, collaudabile e adeguata sotto il profilo delle prestazioni visive, anche in prospettiva degli appuntamenti sportivi internazionali che potrebbero interessare il territorio.
Il riferimento è sia all’attività dell’US Lecce, sia alla prospettiva di Euro 2032, con il Salento e la Puglia chiamati a confrontarsi con standard infrastrutturali di livello internazionale.
La conclusione dell’intervento dell’ingegnere è affidata a una considerazione che riassume la sua posizione: «Le polemiche passano, la sicurezza strutturale deve restare nel tempo».
Una presa di posizione, dunque, che sposta il focus dal dibattito politico-mediatico a quello strettamente tecnico e che richiama i soggetti coinvolti nei lavori del Via del Mare alla necessità di affrontare eventuali criticità attraverso gli strumenti previsti nell’ambito della gestione dell’opera pubblica.
















