Squinzano e le note della fede: storia e bellezza dell’organo del Santuario della Madonna Annunziata

Nel cuore del Santuario della Madonna Annunziata di Squinzano, luogo caro alla devozione degli squinzanesi e spazio privilegiato di raccoglimento e preghiera mariana,

Pubblicità Pubblicità

trova posto uno degli elementi artistici più significativi dell’intero complesso sacro: il prezioso organo settecentesco collocato sopra il coro ligneo alla sinistra dell’altare maggiore.

Pubblicità Pubblicità

La storia del santuario affonda le sue radici nella profonda esperienza spirituale vissuta da Maria Manca, la pia donna squinzanese che, dopo l’apparizione della Madonna avvenuta in un suo podere, diede avvio alla costruzione della chiesa. La tradizione ricorda in particolare il prodigioso episodio del 21 ottobre 1618, quando la Vergine le consegnò un garofano da portare al Santissimo Crocifisso di Galatone. Dopo tale evento Maria Manca ottenne la guarigione, dopo una vita segnata da sofferenze e numerose disavventure. Fu così che la donna decise di dedicare la propria esistenza alla realizzazione del santuario, edificato tra il 1618 e il 1627 sotto la direzione di mastro Marcello, illustre architetto dell’epoca.

Pubblicità Pubblicità

All’interno della chiesa, ai lati dell’altare maggiore, si conserva ancora oggi l’antico coro ligneo, impreziosito dalle originarie decorazioni. In passato il coro era collocato alle spalle dell’altare maggiore, dove sorgeva anche un altare dedicato a Sant’Antonio da Padova, oggi non più esistente, come documenta la visita pastorale del 20 ottobre 1686 del vescovo Mons. Michele Pignatelli.

Proprio sopra il coro ligneo trova posto il monumentale organo attribuito alle esperte mani di Carlo Sanarica, originario di Grottaglie e poi trasferitosi a Lecce, attivo tra il 1733 e il 1775, considerato uno dei principali organari salentini del primo Settecento. Capostipite di una dinastia artigiana locale con il figlio Michele rappresenta una figura centrale nella diffusione dell’organo barocco nelle chiese di terra d’Otranto nel XVIII secolo. Le fonti dell’epoca infatti lo indicano come autore o esecutore di numerosi organi nelle chiese salentine: Lecce, Minervino di Lecce, Soleto, Leverano tanto per citarne qualcuna.

L’opera si distingue immediatamente per la raffinata eleganza della struttura architettonica e decorativa. La struttura lignea a baldacchino, caratterizzata da ampie volute, si sovrappone armoniosamente alla cassa dell’organo creando un effetto di illusionistica monumentalità. Il balcone dal parapetto mistilineo è animato da ampi girali fogliacei dorati e da puttini festanti ad altorilievo che conferiscono all’insieme movimento, leggerezza e preziosità ornamentale.

L’intera composizione testimonia non soltanto la maestria dell’autore nella costruzione dello strumento musicale, ma anche l’attenzione dedicata alla funzione estetica dell’organo, concepito come parte integrante dell’arredo sacro e della scenografia liturgica della chiesa. L’effetto cromatico vivace ed elegante arricchisce infatti l’ambiente spirituale del santuario, contribuendo a creare quell’atmosfera di solennità e contemplazione che ancora oggi accompagna i fedeli durante alcune particolari celebrazioni.

Particolarmente suggestivo appare il dettaglio collocato nella parte superiore dell’organo: una piccola scultura lignea raffigurante Maria Manca con una cesta tra le mani. Si tratta di un omaggio di grande valore simbolico alla fondatrice del santuario, la cui memoria continua così a vivere anche attraverso l’arte e la musica sacra.

Le fonti storiche attestano inoltre l’esistenza di un organo più antico. Nel verbale della visita pastorale del 1653 si legge infatti che nel coro era presente “un piccolo organo posto sopra un tavolato”, descritto però come malridotto e bisognoso di restauri. Il documento riferisce altresì il desiderio di Maria Manca di sostituirlo con uno “più grande e più bello”, testimonianza della volontà di rendere sempre più decorosa la chiesa dedicata alla Madonna Annunziata.

Dopo un accurato restauro eseguito dalla ditta Riccardo Lorenzini di Prato alcuni anni fa, l’organo ha ritrovato il suo antico splendore ed è tornato ad accompagnare particolari momenti liturgici e celebrativi del santuario. Ancora oggi le sue note sembrano fondersi con la spiritualità del luogo, custodendo secoli di fede, arte e devozione popolare.

L’organo del santuario non rappresenta dunque soltanto una pregevole opera artistica del Settecento salentino, ma anche una viva testimonianza della storia religiosa di Squinzano, profondamente legata alla figura di Maria Manca e alla devozione verso la Madonna Annunziata.

Roberto Schipa
Roberto Schipa
"È la stampa bellezza, la stampa e tu non ci puoi far niente, niente".
(Dal Film L’ultima minaccia - New York 1952)
- Pubblicità -
Google search engine
- Pubblicità -
Google search engine
- Pubblicità -
Google search engine

Il Bologna, passa 2-1 a Lecce, ma i giallorossi...

Orsolini sblocca la gara con una rovesciata spettacolare, Fatah firma il pareggio e Enem decide nel finale. Il Lecce reagisce nella ripresa e...

Squinzano: si è concluso con successo il corso gratuito...

«La sicurezza e il valore delle donne al centro del nostro impegno». Grande partecipazione e tanta soddisfazione per un’iniziativa che ha messo al centro...

Strisce blu a Lecce, Confesercenti chiede lo stop agli...

Confesercenti Lecce chiede al Comune una moratoria fino al 7 gennaio sull’estensione delle strisce blu e sull’aumento delle tariffe, per tutelare il commercio cittadino...

A soli 14 mesi, Gabriel Carlos Nobile conquista Roma:...

A soli 14 mesi, quando per lui il mondo è ancora tutto da scoprire, il piccolo Gabriel Carlos Nobile fa brillare il nome della...

Squinzano capolista, Funaro avverte:«A Taurisano ci aspetta una gara...

Diciannove punti in classifica, una media realizzativa che sfiora i due gol a partita e la consapevolezza di essere una delle squadre da battere...