Romolo Marulli raggiunge la sua Fernanda, una storia d’amore lunga una vita

Ci sono persone che, con la loro presenza e il loro modo di essere, diventano parte integrante della storia di una comunità. Romolo Marulli, scomparso all’età di 83 anni, era una di queste. La sua morte mi addolora profondamente, perché con lui se ne va non soltanto una figura molto conosciuta a Squinzano, ma anche un amico con il quale ho condiviso tanti anni di frequentazione, viaggi e piacevoli momenti di convivialità.

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Con Romolo avevo un rapporto di amicizia di lunga data. Abbiamo fatto numerosi viaggi di piacere, condiviso serate in compagnia di altri amici, seduti attorno a una tavola, tra conversazioni, sorrisi e racconti. Momenti semplici, ma proprio per questo preziosi, che oggi riaffiorano nella memoria con la consapevolezza di quanto siano importanti le persone che accompagnano il nostro cammino.

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Nel ricordare Romolo, il pensiero non può che andare anche alla sua amata Fernanda Metrangolo, scomparsa nel giugno del 2022, all’età di 72 anni. Una donna che ha lasciato un segno nella vita politica e amministrativa del territorio, ricoprendo incarichi nell’amministrazione comunale e provinciale e svolgendo un ruolo significativo anche negli anni in cui la Democrazia Cristiana era protagonista della politica locale.

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Fernanda fu anche presidente dell’AVIS, testimoniando con questo incarico la propria sensibilità verso il volontariato e la solidarietà. Una sensibilità che condivideva pienamente con Romolo, sempre pronto a darle una mano e a sostenerla nel suo impegno. Entrambi credevano nel valore dell’associazionismo, nella partecipazione e nell’importanza di dedicare tempo ed energie alle iniziative capaci di creare legami e promuovere il bene della comunità.

Fernanda e Romolo erano una coppia speciale. Marito e moglie inseparabili, erano l’uno l’ombra dell’altra nel senso più bello e positivo dell’espressione. Si completavano a vicenda, condividevano idee e scelte, affrontavano la vita in sintonia. Chi li ha conosciuti sa quanto fosse forte il loro legame, fatto di affetto, complicità e sostegno reciproco. La scomparsa di Fernanda aveva lasciato un vuoto profondo nella vita di Romolo; oggi, nel salutarlo, è naturale pensare a loro nuovamente insieme, dopo la separazione che la vita aveva imposto.

A rendere Romolo una presenza familiare per tanti squinzanesi era anche il suo lavoro di titolare del Gran Bar, nella centralissima via Umberto I. Quel locale non era soltanto un luogo dove fermarsi per un caffè, ma un vero punto di riferimento per la vita cittadina. Ai tavolini del bar si incontravano cittadini, amministratori e protagonisti della politica locale; si discutevano problemi, si chiedevano chiarimenti, si cercavano suggerimenti. Il Gran Bar era uno spazio di socialità e confronto, uno spaccato della vita quotidiana del paese, e Romolo ne era un protagonista discreto e conosciuto.

Il suo locale ha rappresentato per anni molto più di un’attività commerciale: era un luogo in cui le relazioni si costruivano e si consolidavano, dove la politica si mescolava alla vita di ogni giorno e dove tanti cittadini trovavano un interlocutore con cui parlare. Anche attraverso quel lavoro, Romolo ha saputo mantenere un legame costante con la sua comunità.

Oggi, nel salutarlo, mi restano tanti ricordi personali, i viaggi condivisi, le serate con gli amici e il piacere di aver conosciuto da vicino lui e Fernanda. Mi resta soprattutto il ricordo di due persone che, in modi diversi ma complementari, hanno attraversato la vita di Squinzano lasciando la propria impronta.

A Romolo rivolgo il mio ultimo saluto con affetto e riconoscenza. Ai suoi familiari giungano le mie più sentite condoglianze.

Ciao, Romolo. Grazie per i momenti condivisi e per la tua amicizia. Il ricordo di te e di Fernanda resterà vivo nella memoria di chi vi ha conosciuti e ha avuto il privilegio di condividere con voi un tratto di strada.

Roberto Schipa
Roberto Schipa
"È la stampa bellezza, la stampa e tu non ci puoi far niente, niente".
(Dal Film L’ultima minaccia - New York 1952)
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