La Madonna Dormiente di Squinzano, un patrimonio di fede e arte custodito nella Parrocchia Santa Maria delle Grazie

Il simulacro della “Dormitio” torna al centro della devozione popolare: una tradizione che unisce spiritualità, memoria e un’importante testimonianza della cartapesta leccese.

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A Squinzano torna a vivere una delle devozioni più suggestive custodite dalla comunità della Parrocchia Santa Maria delle Grazie: quella della Madonna Dormiente, il simulacro che raffigura il pio transito della Vergine Maria prima dell’Assunzione in cielo.

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In questi giorni la statua è stata nuovamente esposta alla venerazione dei fedeli, accompagnata da un quadro esplicativo realizzato dal compianto Padre Teodoro Presta, nel quale sono raccolte le notizie legate alla tradizione della Dormitio e il significato spirituale attribuito nei secoli a questa particolare rappresentazione mariana.

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La Madonna Dormiente richiama una delle più antiche devozioni cristiane: la raffigurazione di Maria nel momento del passaggio dalla vita terrena alla gloria celeste. Nella spiritualità orientale la Dormizione della Madre di Dio occupa un posto centrale nella liturgia delle Chiese d’Oriente. In questa visione teologica Maria non viene rappresentata semplicemente nella morte, ma nel mistero del suo “sonno” terreno, preludio alla glorificazione del corpo e all’Assunzione nella gloria del cielo.

Nel Salento questo culto, pur essendo raro come titolo esplicito, affonda le proprie radici nella tradizione bizantina che per secoli ha caratterizzato il territorio. Le tracce di questa eredità sono ancora oggi visibili nella Chiesa di San Pietro a Otranto, che conserva preziosi affreschi bizantini dedicati alla Vergine, e nell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, tra le più significative testimonianze dell’arte e della spiritualità bizantina in Terra d’Otranto, dove è presente anche l’iconografia della Dormizione della Vergine.

Un ruolo fondamentale nella conservazione di questa tradizione è stato svolto anche dalle comunità della Grecia Salentina – tra cui Calimera, Martano, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto e Soleto – dove fino a tempi relativamente recenti la liturgia di rito bizantino ha continuato a celebrare la Dormizione della Madre di Dio, mantenendo vivo un patrimonio religioso e culturale che ancora oggi caratterizza l’identità del territorio.

In questo contesto si inserisce anche la devozione della comunità di Squinzano, che conserva da lungo tempo questo particolare culto nella Parrocchia Santa Maria delle Grazie, facendone uno degli elementi più preziosi della propria identità religiosa. Le tradizioni tramandate raccontano inoltre il legame con la figura di Padre Angelo Maria, conosciuto come Padre Carissimo, al quale viene attribuito un ruolo importante nella diffusione della devozione verso la Madonna Dormiente.

Secondo quanto riportato dalla tradizione, nel 1859 il re Ferdinando II, durante una sosta a Squinzano in occasione delle nozze del figlio primogenito con Maria Sofia di Baviera, avrebbe venerato il simulacro donando un prezioso collare di diamanti e un abito ricamato in argento appartenuto alla prima moglie, la regina Maria Cristina di Savoia. Del prezioso collare oggi non vi sarebbe più traccia, mentre il ricordo di quel gesto è rimasto vivo nella memoria della comunità.

Oltre al valore religioso, la Madonna Dormiente rappresenta anche una significativa testimonianza artistica. La statua, collocata nella navata sinistra della chiesa presso l’altare della Madonna del Pozzo, è un’opera in cartapesta risalente al XIX secolo, realizzata da autore ignoto nell’ambito della prestigiosa scuola leccese.

Il simulacro, alto circa 155 centimetri, appartiene alla tradizione delle statue “da vestire”. La Vergine è raffigurata distesa sul feretro, ricoperto da un manto azzurro stellato, simbolo della dimensione celeste, mentre indossa un abito finemente decorato con ricami dorati. Il capo è adagiato su un cuscino impreziosito da ricami e coperto da un delicato velo. Il volto, dall’incarnato tenue, e le mani dalle dita affusolate, raccolte sul ventre e unite alla corona del Rosario, trasmettono un intenso senso di pace e di raccoglimento. Ai piedi compaiono semplici sandali in cuoio, particolare che richiama la povertà francescana e i valori di umiltà, essenzialità e distacco dai beni terreni.

Dal punto di vista artistico il simulacro evidenzia una particolare cura nella resa del volto e dei dettagli anatomici, caratteristiche che lo avvicinano ai modelli della scultura lignea locale di influenza napoletana e confermano l’elevata qualità della lavorazione tipica della tradizione cartapestaia salentina.

Nel corso degli anni la devozione alla Madonna Dormiente si è intrecciata con quella della Madonna del Pozzo, dando vita a un legame particolarmente sentito dai fedeli e alla celebrazione tradizionale della seconda domenica di luglio.

La Dormitio continua così a rappresentare una pagina significativa della memoria religiosa di Squinzano, nella quale fede popolare, arte e storia locale si fondono in un patrimonio spirituale di grande valore. Una tradizione che testimonia il profondo legame del Salento con la cultura bizantina e che continua ancora oggi a parlare alla comunità attraverso il linguaggio della devozione e delle proprie radici.

Roberto Schipa
Roberto Schipa
"È la stampa bellezza, la stampa e tu non ci puoi far niente, niente".
(Dal Film L’ultima minaccia - New York 1952)
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