La comunità di Squinzano si prepara a celebrare nella giornata di oggi, 15 settembre 2026, la festa della Madonna Addolorata, una delle devozioni più radicate nel Mediterraneo e profondamente sentita anche nel territorio salentino.
La memoria liturgica, fissataufficialmente in questa data da Papa Pio VII nel 1814, richiama i fedeli a meditare il dolore di Maria ai piedi della Croce, un dolore umano e insieme spirituale che la tradizione cristiana ha sempre interpretato come partecipazione alla redenzione, una devozione che affonda le sue radici nella spiritualità medievale: già dalla fine dell’XI secolo si diffondeva in Europa la contemplazione della “Mater Dolorosa”, sostenuta da testi devozionali e da opere poetiche come il celebre Stabat Mater, attribuito a Jacopone da Todi, che divenne una delle espressioni più alte del dolore di Maria.
La collocazione della festa al 15 settembre non è casuale: segue immediatamente la celebrazione dell’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre), sottolineando così il legame indissolubile tra il sacrificio di Cristo e la presenza fedele della Madre sul Golgota. La liturgia invita i fedeli a contemplare Maria non solo come madre ferita, ma come prima discepola, capace di sopportare il dolore con fede e speranza.
In questo quadro storico e spirituale si inserisce la celebrazione di Squinzano, che ogni anno rinnova una tradizione di profonda partecipazione popolare, venerando la Madonna Addolorata come simbolo di consolazione e resistenza, soprattutto in un momento di grande dolore per la comunità di Squinzano, scossa dal femminicidio di Lorena Isceri, una ferita ancora aperta, bruciante e dolorosa per tutti.
Le celebrazioni in onore di Maria SS. Addolorata, che hanno avuto inizio lo scorso 12 settembre con il Triduo di Preghiera in Suo onore, proseguiranno oggi, martedì 15 settembre, con la recita del Santo Rosario alle 18.30 e la Solenne Celebrazione Eucaristica delle 19.00. A seguire, la Processione che attraverserà le vie: Piazza San Nicola, Umberto I, Matteotti, Roma, Pisanelli, M. Galliano, Paisiello, XXV Luglio, Manzoni, Lecce, C. Battisti, N. Sauro, Vannini, Suor M. A. Reale, Lecce, Crocefisso, Calvario. Il simulacro della Beata Vergine sarà portato a spalla dal “Gruppo Portatori di Statue” e i lampioni dalle “Dame della Luce” di Squinzano.
La processione, quindi, cuore delle celebrazioni, si snoda tra le vie del paese fino a raggiungere i luoghi che hanno segnato la devozione comunitaria. Tra questi, la Cappella della Visitazione – conosciuta come Cappella del Calvario – che rappresenta uno dei punti più antichi e significativi per gli squinzanesi, in quanto rappresentava l’antica chiesa parrocchiale del paese, costruita nel 1559 e poi chiusa al culto, nel 1640, a causa delle sue cattive condizioni. Solo nel 1906 fu in gran parte demolita e ricostruita, mentre nel 1910 furono eseguiti altri lavori dalla Confraternita dell’Addolorata. L’attuale Calvario conserva affreschi di Leonardo Perrone e statue in marmo realizzate da Bruno Cacciatori e Fratelli di Pietrasanta.
La statua, realizzata nell’ultimo quarto dell’Ottocento da una bottega leccese, mostra l’Addolorata con lo sguardo rivolto verso il basso e le mani giunte, in un atteggiamento di dolore composto e profondamente umano. La Vergine indossa un mantello blu, la tunica rossa bordata d’oro e un fazzoletto bianco che Le incornicia il volto; ai suoi piedi, un piccolo angioletto regge una croce, richiamo diretto al martirio di Cristo.
È un’opera che, pur nella sua semplicità di cartapesta modellata e dipinta, conserva una forza espressiva rara: restaurata nel 1985 da Malecore, continua a parlare alla comunità con la stessa intensità di un tempo, tra arte, fede e tradizione.



















