Oltre il ricordo dei defunti, il cimitero di Squinzano custodisce la memoria di una comunità

Pubblicità Pubblicità

In occasione della Commemorazione dei defunti, il 2 novembre, il cimitero comunale torna a essere uno dei luoghi più frequentati e sentiti dalla comunità. Prima dell’istituzione dei cimiteri pubblici, le sepolture avvenivano prevalentemente nelle chiese e negli spazi ad esse adiacenti. Fu tra la fine del Settecento e l’Ottocento, con le disposizioni napoleoniche e le successive leggi del Regno di Napoli, che si affermò progressivamente il modello del camposanto comunale, collocato fuori dai centri abitati.
A Squinzano il cimitero non è soltanto il luogo del raccoglimento e della preghiera, dove si rinnova il ricordo dei propri cari. È anche uno scrigno di storia, un patrimonio di testimonianze che raccontano le vicende della città, delle sue famiglie, dei suoi personaggi e delle tradizioni che hanno contribuito a costruirne l’identità.
Passeggiando tra i suoi viali si incontrano cappelle gentilizie, tombe familiari, sepolture sociali e strutture architettoniche che testimoniano epoche diverse e raccontano il ruolo che alcune famiglie hanno avuto nella storia cittadina.
Tra le cappelle storiche appartenenti alle famiglie squinzanesi figurano quelle dei De Castro, Campa, Sansonetti, Giordano, Serrati, Perrone, Pulli e Frassaniti. Quest’ultima rappresenta un esempio particolarmente significativo di cappella gentilizia: è la prima struttura di questo genere presente nel cimitero ed è caratterizzata da una sepoltura sotterranea, al di sotto del piano stradale, e da una facciata imponente con alcuni richiami allo stile gotico.
Di particolare interesse è anche la cappella della famiglia Pedone, unica nel suo genere all’interno del camposanto per la particolare struttura e, soprattutto, per la presenza di una sepoltura ad avello, secondo una delle forme più tradizionali di inumazione.
Ma il cimitero di Squinzano custodisce anche la memoria di una tradizione musicale che ha reso il paese conosciuto ben oltre i confini locali.
Una testimonianza importante è rappresentata dalla cappella della famiglia Abbate, legata alla storia di Ernesto Abbate, tra i primi compositori italiani a scrivere musica originale per banda, e del fratello Gennaro, anch’egli compositore e figura di riferimento per la tradizione bandistica squinzanese. Proprio Gennaro Abbate diresse la banda nella quale mosse i primi passi il giovanissimo Nino Ippolito, musicista e compositore.
Il percorso della memoria musicale conduce anche alla cappella di Vincenzo Cocciolo, maestro nell’arte sartoriale, musicale e poetica, personalità di riferimento per Domenico Modugno e Nicola Arigliano.
Ed è proprio alla tomba di Nicola Arigliano che si arriva ripercorrendo questa ideale storia della musica squinzanese. Arigliano è stato uno degli interpreti più apprezzati della musica leggera italiana e un raffinato cantante jazz, capace di conquistare il pubblico nazionale con la sua personalità artistica e il suo stile inconfondibile. La sua presenza nel cimitero rappresenta un legame concreto tra la memoria cittadina e una stagione importante della musica italiana.
Non meno significativa è la memoria civile e storica. All’interno del camposanto si trova la cappella sociale dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, testimonianza del ricordo e del riconoscimento riservato a quanti hanno vissuto le vicende belliche del Novecento.
Tra le altre testimonianze della memoria cittadina va ricordata la cappella della famiglia Papa, dove riposa Agostino Papa, appassionato ricercatore di storia locale, il cui impegno ha contribuito alla conoscenza e alla conservazione delle vicende storiche di Squinzano.
Un altro luogo di particolare valore simbolico è la cappella della memoria francescana, riconoscibile dallo stemma dell’Ordine francescano e oggi gestita dal Circolo San Vincenzo. Qui la storia religiosa si intreccia con quella delle vicende più dolorose vissute dalla popolazione.
Nella cripta riposa infatti Adelina Mazzotta, giovane vittima civile di guerra, morta in seguito al bombardamento di Squinzano da parte di aerei austriaci il 10 agosto 1916. Una tragedia che colpì la comunità e che rimane una delle pagine più dolorose della storia cittadina. La sua sepoltura rappresenta un monito e un invito a non dimenticare le vittime innocenti dei conflitti.
Il patrimonio del cimitero non si esaurisce nelle cappelle e nelle tombe monumentali. Tra le testimonianze architettoniche merita attenzione anche il grande pozzo monumentale, ben visibile dall’ingresso del camposanto più vicino alla chiesa, elemento che contribuisce a caratterizzare questo spazio e a conservarne l’identità.
Accanto al cimitero si trova inoltre il Santuario della Madonna dell’Annunziata e del Garofano, un luogo profondamente legato alla storia religiosa e devozionale di Squinzano.
È un intreccio di storie quello che si ritrova in questo angolo di Squinzano, dove la memoria dei defunti si accompagna a quella della fede, della musica, della cultura e degli avvenimenti che hanno segnato la vita della comunità.
Il 2 novembre ci invita a fermarci e a riflettere sul significato della memoria. Dietro ogni nome inciso su una lapide c’è una vita, una famiglia, una storia personale che spesso si intreccia con quella collettiva. Ci sono uomini e donne che hanno lavorato, amato, sofferto, contribuito alla crescita del paese e lasciato un segno, talvolta silenzioso, talvolta destinato a durare nel tempo.
Il cimitero di Squinzano è anche questo: un libro di storia aperto, le cui pagine sono scritte sulle pietre, nelle iscrizioni, nelle cappelle e nei ricordi tramandati dalle famiglie. Un patrimonio che merita attenzione e valorizzazione, perché conoscere e conservare la memoria di chi ci ha preceduto significa, in fondo, conoscere meglio noi stessi e le nostre radici.

Pubblicità Pubblicità

Redazione
Redazione
Il principale portale di notizie on-line del Nord Salento
- Pubblicità -
Google search engine
- Pubblicità -
Google search engine
- Pubblicità -
Google search engine

ASL Lecce: al Vito Fazzi intervento su una 15enne...

Un raro e complesso caso di Wandering Spleen, nota come “milza mobile”, è stato trattato con successo all’Ospedale Vito Fazzi di Lecce grazie a...

Lecce chiamato a ripartire dopo le due sconfitte: contro...

Dopo due sconfitte consecutive, i giallorossi sono chiamati a ritrovare risultati e certezze. La pesante battuta d’arresto nell’ultima giornata impone una riflessione, ma la...

Don Alessandro Scevola, ventidue anni di sacerdozio vissuti tra...

Ventidue anni fa, il 31 ottobre 2004, don Alessandro Scevola pronunciava il suo sì al Signore, scegliendo di dedicare la propria vita al ministero...

Brindisi riscopre la storia dei gladiatori tra cultura, sport...

Le suggestive Scalinata di Virgilio, ai piedi delle Colonne Romane di Brindisi, hanno fatto da cornice, nei giorni scorsi, alla Rievocazione Storica dei Gladiatori,...

Funaro suona la carica: “dobbiamo essere concentrati e cattivi....

Alla vigilia della sfida tra Squinzano e Bitonto, mister Gianmarco Funaro ha incontrato i giornalisti allo stadio comunale di Squinzano per fare il punto...