C’è un filo sottile che continua a legare Squinzano ai suoi figli lontani. Un filo fatto di ricordi, di radici che non si spezzano, di un’appartenenza che resiste al tempo e alle distanze. Lo dimostra la lettera aperta che Alessandro Palma, squinzanese emigrato al Nord da oltre trent’anni, ha voluto dedicare al suo paese natale: un messaggio intriso di gratitudine, nostalgia e amore autentico.
Alessandro racconta il momento in cui, trentuno anni fa, ha chiuso una valigia e ha lasciato le strade della sua infanzia. Da allora la vita lo ha portato lontano, in una realtà tutta nuova. Eppure – scrive – “non c’è stato un solo giorno in cui io non mi sia voltato indietro, almeno con il pensiero”.
Nelle sue parole riaffiorano i luoghi che lo hanno cresciuto: l’odore della terra, il suono delle campane, i volti segnati dal tempo di chi non c’è più ma continua a vivere nella memoria. Squinzano, per lui, non è solo un punto sulla mappa: è un rifugio, una bussola interiore, il posto dove tornare quando serve ritrovare se stessi.
Questa la sua lettera d’amore a Squinzano:
“Caro Squinzano ,sono passati esattamente 31 anni da quel giorno in cui ho fatto le valigie, lasciando le tue strade, i tuoi silenzi e il profilo delle tue pianure. Eppure, in tutto questo tempo, non c’è stato un solo giorno in cui io non mi sia voltato indietro, almeno con il pensiero.
La vita mi ha portato lontano, mi ha fatto conoscere altre lingue e altre abitudini, ma il mio cuore ha continuato a battere qui, nel posto dove sono cresciuto.
Ti porto dentro come un rifugio sicuro, il punto di riferimento a cui penso ogni volta che ho bisogno di ritrovare me stesso.
Se penso a te, rivedo i luoghi della mia infanzia e le persone che mi hanno formato.
Ricordo l’odore della terra, il suono delle campane, i volti segnati dal tempo di chi c’era allora e che oggi vive solo nei miei ricordi più cari.
Il mondo è cambiato, e sono cambiato anch’io. Sei cresciuto, hai cambiato aspetto, ma quando chiudo gli occhi ti vedo esattamente com’eri, custode intatto dei miei anni più belli.
Tornare, anche solo con questa lettera, è un modo per dirti grazie. Grazie per avermi dato delle radici così forti, che mi hanno sostenuto in ogni tempesta.
Sei il mio punto di partenza e, in un certo senso, il mio porto d’arrivo.
Palma Alessandro”.
Un messaggio semplice, sincero, che ricorda quanto Squinzano continui a vivere nel cuore di chi, pur lontano, non ha mai smesso di sentirla casa.
















