Copertino e Assisi unite nel nome di San Giuseppe, il santo dei voli

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Un legame antico, nato dalla storia di un Santo che unisce il Salento alla città di San Francesco. È nel nome di San Giuseppe da Copertino che Copertino e Assisi rafforzano oggi il loro rapporto, trasformando una vicenda spirituale del Seicento in un ponte tra due comunità.

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Nato a Copertino nel 1603, San Giuseppe da Copertino è una delle figure più conosciute della spiritualità francescana. Frate minore conventuale, sacerdote e mistico, è ricordato soprattutto per le estasi e le levitazioni che gli valsero l’appellativo di Santo dei Voli. Ma oltre ai fenomeni straordinari, la sua figura è legata soprattutto all’umiltà, alla semplicità e alla profonda devozione.

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Il rapporto con Assisi è particolarmente significativo. Nel 1639 Giuseppe da Copertino arrivò nella città di San Francesco, dove rimase per circa quattordici anni, fino al 1653. Fu uno dei periodi più importanti della sua vita religiosa e proprio per questo Assisi rappresenta, insieme a Copertino, uno dei luoghi fondamentali della sua memoria.

Da qui nasce il significato del gemellaggio tra Copertino e Assisi: due città che possono riconoscersi nella storia di un uomo nato nel Salento e profondamente legato alla spiritualità francescana. Copertino ne custodisce le origini e la memoria; Assisi conserva il ricordo degli anni trascorsi dal Santo nel cuore del francescanesimo.

Ma il cammino di San Giuseppe non si fermò a questi due luoghi. Un legame particolare riguarda anche Squinzano, dove il Santo passò durante l’ultima parte della sua vita e dove, secondo la tradizione, celebrò una Santa Messa nel Santuario della Santissima Annunziata.

La sua presenza è ancora oggi ricordata all’interno del Santuario: sull’altare maggiore è infatti collocata una statua lignea di San Giuseppe da Copertino, testimonianza di una devozione che lega anche Squinzano alla memoria del Santo.

È proprio questo intreccio di luoghi e memorie a rendere ancora più significativo il rapporto tra Copertino e Assisi. Un legame che non appartiene soltanto al passato, ma che attraverso il gemellaggio può diventare occasione di incontro, conoscenza e valorizzazione di un patrimonio spirituale e culturale comune.

A rendere ancora più concreto questo legame è la statua di San Giuseppe da Copertino realizzata dall’artista Mina Natali e donata ad Assisi.

Un’opera che porta nella città umbra l’immagine del Santo e, attraverso le mani di un’artista copertinese, anche un frammento della sua terra d’origine.

Per i lettori di Squinzano e Casalabate, il nome di Mina Natali non è nuovo. È infatti la stessa artista che ha realizzato la statua di San Nicola di Myra custodita nella chiesetta di Casalabate e portata in processione a mare durante le celebrazioni dedicate al Santo. L’opera fu realizzata grazie al Circolo Pro Feste San Nicola di Squinzano, con il contributo del concittadino Nicola Maggio.

Così, attraverso una statua, si crea un ulteriore filo che unisce il territorio: Copertino, Squinzano, Casalabate e Assisi si ritrovano idealmente nel segno di una storia fatta di fede, arte e memoria.

Il vero protagonista, però, resta San Giuseppe da Copertino: un Santo capace, ancora dopo quattro secoli, di superare i confini della propria città e di diventare ponte tra comunità e territori diversi.

Ed è proprio questo il significato più autentico del gemellaggio tra Copertino e Assisi: non soltanto celebrare una figura del passato, ma fare della sua memoria un’occasione per costruire nuove relazioni nel presente e nel futuro.

Roberto Schipa
Roberto Schipa
"È la stampa bellezza, la stampa e tu non ci puoi far niente, niente".
(Dal Film L’ultima minaccia - New York 1952)
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