Festa di San Nicola: c’è chi tira la barca e chi rema contro

La festa patronale di San Nicola, a Squinzano, non è soltanto un appuntamento religioso, ma un patrimonio collettivo, un momento di identità, di incontro e di condivisione che appartiene all’intera comunità. Per questo, mentre c’è chi si impegna a costruire le condizioni per una festa capace di coinvolgere cittadini e visitatori, lascia perplessi sapere che proprio nei giorni più importanti delle celebrazioni ci sia chi organizza iniziative che portano fuori dal paese una parte della comunità.

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Ieri sera si è svolto un incontro al quale hanno partecipato il sindaco, il parroco, il presidente del Circolo Pro Feste San Nicola e numerosi imprenditori del territorio, coinvolti per contribuire all’organizzazione dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Un confronto importante, nel quale raccogliere idee, suggerimenti, pareri e disponibilità, con l’obiettivo di rendere la festa sempre più partecipata e attrattiva.

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L’intenzione è quella di affiancare ai tradizionali riti religiosi un programma civile capace di richiamare anche persone provenienti dai comuni vicini: spettacoli musicali, iniziative culturali e, soprattutto, gastronomia, che in manifestazioni di questo genere può rappresentare un elemento trainante per favorire la partecipazione e creare occasioni di promozione del territorio.

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La festa patronale, del resto, non appartiene soltanto a chi vive la fede religiosa. È anche una festa civile, popolare, che unisce generazioni diverse, richiama chi vive lontano e restituisce alla comunità il senso delle proprie radici. San Nicola è il patrono di tutti gli squinzanesi, indipendentemente dal credo religioso e dal modo in cui ciascuno vive questo appuntamento.

Ed è proprio in questa prospettiva che occorre riflettere su un aspetto che rischia di diventare una contraddizione. Mentre c’è chi lavora per coinvolgere gli imprenditori, raccogliere risorse, costruire un programma e attirare visitatori a Squinzano, si apprende che nei giorni del 5 e 6 dicembre, quando si concentrano le celebrazioni più importanti e si svolge la processione per le vie del paese, sarebbe stata organizzata una gita fuori porta in pullman per una cinquantina di persone.

Naturalmente, ciascuno è libero di organizzare il proprio tempo e di scegliere come trascorrere le giornate. Non si tratta di mettere in discussione questa libertà, né di giudicare le intenzioni di chi ha promosso l’iniziativa. Ma una domanda è legittima: è opportuno scegliere proprio i giorni della vigilia e della festa di San Nicola per allontanarsi da Squinzano, mentre altri si stanno impegnando affinché la città diventi un punto di riferimento per i festeggiamenti e per l’accoglienza di visitatori provenienti da fuori?

È una questione di sensibilità, di opportunità e, soprattutto, di senso di appartenenza. Perché una comunità cresce quando riesce a riconoscersi negli appuntamenti che ne rappresentano la storia e l’identità, sostenendo, ciascuno secondo le proprie possibilità, gli sforzi di chi si mette al servizio di tutti.

C’è una metafora che descrive bene questa situazione: la barca di San Nicola. C’è chi rema con impegno per farla avanzare, chi sale a bordo e dà una mano, chi contribuisce con le proprie idee e le proprie risorse. Ma, purtroppo, c’è anche chi sembra remare nella direzione opposta, rischiando di vanificare gli sforzi altrui.

Una festa patronale non si organizza soltanto con le buone intenzioni. Servono lavoro, disponibilità economiche, collaborazione, idee e partecipazione. Gli organizzatori hanno bisogno di sentire la comunità al proprio fianco, non necessariamente attraverso grandi contributi, ma anche con la semplice presenza, con una parola di incoraggiamento, con la scelta di vivere il paese anziché allontanarsene proprio quando cerca di aprirsi agli altri.

Il 5 e il 6 dicembre Squinzano avrà l’occasione di dimostrare quanto tenga al suo Patrono e alle proprie tradizioni. L’auspicio è che la festa possa diventare un momento di autentica partecipazione, capace di superare divisioni e indifferenze, coinvolgendo associazioni, commercianti, imprenditori, famiglie e giovani.

Perché San Nicola non è soltanto il Santo da celebrare in chiesa o da accompagnare in processione. È anche il simbolo di una comunità che dovrebbe saper camminare insieme.

E se davvero vogliamo che la sua festa cresca, dobbiamo ricordarci che non basta chiedere agli altri di spingere la barca: bisogna evitare, almeno per una volta, di remare contro.

Roberto Schipa
Roberto Schipa
"È la stampa bellezza, la stampa e tu non ci puoi far niente, niente".
(Dal Film L’ultima minaccia - New York 1952)
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