Squinzano, briciole di storia: nel 1946 le campane tornarono a suonare e il paese ripartì dopo la guerra

Nel 1946, a pochi mesi dalla fine della guerra, Squinzano tornò ad ascoltare il suono delle sue campane. Fu uno dei primi segni di una normalità che lentamente ricominciava e che, nel paese, ebbe come protagonista il nuovo sindaco Agostino Papa.

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Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, le campane del campanile della Chiesa Madre di Squinzano erano state prelevate per recuperare il metallo destinato alle esigenze belliche. Con la fine del conflitto rimase così un silenzio insolito a dominare la città.

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Agostino Papa, divenuto sindaco nel gennaio del 1946, volle restituire a Squinzano quel suono che apparteneva alla sua storia e alla sua identità. Il 3 marzo dello stesso anno, attraverso un manifesto pubblico, annunciò alla cittadinanza la volontà di ripristinare le campane, invitando anche la popolazione a collaborare, considerata la difficile situazione economica delle casse comunali.

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L’incarico per la realizzazione delle nuove campane venne affidato alla ditta Giustozzi di Trani. E in tempi sorprendentemente rapidi il progetto divenne realtà.

La Domenica delle Palme del 1946 fu infatti una giornata destinata a rimanere nella memoria degli squinzanesi. Piazza Plebiscito si presentò imbandierata e gremita di cittadini per la solenne cerimonia di inaugurazione e benedizione delle nuove campane.

A raccontare quella giornata, alcuni decenni più tardi, fu il giornalista Angelo Cappello, in un articolo pubblicato sul nostro giornale nel marzo 2016, nel quale ricostruì con particolare attenzione i momenti della cerimonia e la presenza delle autorità.

A Squinzano arrivarono l’Arcivescovo di Brindisi, numerosi prelati provenienti da Lecce, il clero locale e le principali autorità civili e militari. Erano presenti il Prefetto, il Questore, il Capitano e il Maggiore dei Carabinieri, oltre al sindaco Agostino Papa.

La giornata ebbe un carattere solenne ma anche profondamente popolare. La banda eseguì musiche sinfoniche dei maestri Abbate, mentre un coro intonò in latino il Pange Lingua. Al termine della cerimonia le nuove campane furono benedette.

Non si trattava soltanto di strumenti destinati a scandire le ore e le celebrazioni religiose. Quelle campane portavano impressa la memoria di una comunità appena uscita dalla guerra.

Le principali recavano lo stemma comunale e diverse iscrizioni in latino, oltre ai nomi del sindaco e dei parroci dell’epoca. La più grande, del peso di circa otto quintali, presentava le immagini di San Nicola, patrono di Squinzano e del Sacro Cuore. Un’altra era dedicata a San Vincenzo Ferreri e alla Madonna della Pace, mentre una terza raffigurava San Rocco e la Madonna del Buon Consiglio.

Particolare anche la presenza delle due campanelle dell’orologio di Piazza Plebiscito, dedicate ai Santi Medici Cosimo e Damiano.

Alla cerimonia fu benedetta anche una campana più piccola, del peso di circa 12 chilogrammi, donata dalla stessa ditta Giustozzi alla chiesa della Madonna dei Martiri.

Così, nella primavera del 1946, dopo gli anni bui della guerra, Squinzano tornò a sentire le proprie campane.

Il loro suono non rappresentava soltanto il ritorno delle celebrazioni e della vita religiosa. Era anche il segnale di una comunità che cercava di ricominciare, restituendo alla città uno dei suoi simboli più antichi e riconoscibili.

A distanza di ottant’anni, la vicenda delle campane del 1946 conserva quindi un particolare valore nella memoria storica di Squinzano: una storia fatta di guerra, ricostruzione, partecipazione popolare e volontà amministrativa, con il sindaco Agostino Papa al centro di un’iniziativa che restituì alla città una voce rimasta per troppo tempo in silenzio.

Roberto Schipa
Roberto Schipa
"È la stampa bellezza, la stampa e tu non ci puoi far niente, niente".
(Dal Film L’ultima minaccia - New York 1952)
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