Musica, su MetaRadio la performanca “Aria” dei giovani della formazione cameristica di Veglie

di Antonio Martino 05 Agosto 2020 361
Foto ufficiale del format: "Eclissi diurna" (2014) / Carlo Politi Foto ufficiale del format: "Eclissi diurna" (2014) / Carlo Politi

La formazione cameristica giovanile ad organico variabile “Il suono lontano”, sorta a Veglie nel 2013 per scandagliare il periodo storico-esecutivo del XX e XXI secolo, ha proposto la performance “Aria” trasmessa su “MetaRadio” .

L’emittente (https://www.metaradio.it/) “è nata durante la quarantena, un periodo di difficoltà generale in cui siamo stati costretti ad essere lontani fisicamente ma abbiamo tutti sentito il bisogno di essere vicini, anche attraverso le piccole cose. È un progetto che vuol voce e spazio a chiunque abbia qualcosa da far conoscere agli altri, che sia una curiosità scientifica o un volersi esprimere attraverso la musica stessa” così ha voluto sottolineare la “squadra” di giovani che condivide tale esperienza. La performance “Aria” (termine da ritenersi come uno dei quattro elementi primari, che fa riferimento alla cosmogonia e non alla forma musicale) è stata pensata appositamente da Paolo Martina (direttore artistico) per questo format radiofonico con la speaker Alessia Mea; il programma cameristico è stato interpretato dai giovani esecutori dell’ensemble di ricerca “Il suono lontano”. Si è così realizzata un’opportunità culturale trasmessa in rete affinché ognuno possa approfondire un itinerario d’ascolto ricco di spunti stilistici e di ricerca sonora e strumentale. In apertura di trasmissione è stato eseguito “Image” del compositore francese Eugene Bozza (Nizza, 1905 – Valenciennes, 1991) ed eseguito dal flautista Gianfranco Saponaro. Il carattere vivace e leggero avvolge l’ascoltatore e lo conduce in un tortuoso sentiero opportunamente colorato “ma non troppo”. Il successivo brano è stato “Duetto per due clarinetti” di Carl Philip Emmanuel Bach (Weimar 1714 - Amburgo 1744) che ha visto l’impegno dialogante di Davide Notaro e Piero Iacovelli. La scrittura compositiva presenta il brano con un sostanziale dualismo: i due clarinetti spesso diventano un’unica azione ma non di rado intrecciano vorticose sfide melodiche in cui ognuno pensa di prevalere sull’altro; si tratta di un vivace gioco di sonorità molto caro a C. F. E. Bach. Il terzo brano, “Prelude” per clarinetto solo, composto da Krzysztof Penderecki (Debica, 1933) e scomparso a Cracovia a marzo di quest’anno, ha rappresentato il crogiolo della trasmissione di MetaRadio. In questo caso l’esecutore è stato Alessandro Casalino il quale ha ben evidenziato il potenziale sonoro del clarinetto attraverso il progetto compositivo di Penderecki: la realizzazione del percorso è risultata ricca di rarefatta leggerezza ma, nello stesso tempo, non sono mancate sonorità ampie e ben ricercate. “Syrinx” per flauto solo di Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 1862 – Parigi, 1918) ha concluso la performance “Aria”. L’esecuzione di Gianfranco Saponaro conduce l’ascoltatore radiofonico in un etereo mondo sonoro polarizzato dalle inconfondibili colorature del compositore, abile manipolatore di tecniche strumentali e sentimenti umani.

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