Vecchiaia tra diritti negati e solitudine, il pensiero di Salvatore Sisinni

di 26 Maggio 2026

Pubblichiamo il pensiero del Dottore squinzanese Salvatore Sisinni sulla vecchiaia e suoi diritti negati.

"In questo periodo storico, in cui in Italia — come negli altri Paesi occidentali — la vita media si allunga e quindi aumentano gli anziani e i vecchi, mentre, a causa della crescente denatalità, diminuiscono i giovani, ritengo opportuno, per non dire doveroso, stilare qualche considerazione sul tema “vecchiaia e diritti violati o negati”. Un illustre intellettuale, Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva, ha detto: “Gli ultra 65enni sono un motore economico (sottovalutato) del Paese: 15 milioni di persone a far correre l’Italia più veloce”.

Sarà senz’altro vero, ma quanti anziani e quanti vecchi faticano a tirare avanti tra tante difficoltà e diritti violati o negati?

“Invecchiare è interessante” - ha detto la bella attrice Monica Bellucci. Sì, è vero, ma non per tutti. Lo è senz’altro per chi ha risorse economiche sufficienti o in abbondanza, ma non per chi a stento vive o, sarebbe meglio dire, sopravvive.

Ho letto sulla pagina di un quotidiano un articolo dal titolo: “Italia malata, vera o immaginaria?”. E questo sottotitolo: “L’Unione ha il dovere di agire con una risposta all’altezza”. Il mio pensiero è che l’Italia è malata vera, non immaginaria alla Molière, e che l’Unione dovrebbe, non dico guarirla, ma almeno contribuire a curarla.

In base a un articolo della Costituzione - se ben ricordo, il 32 - i vecchi hanno diritto alle cure e anche all’assistenza, quelli che non sono autosufficienti. Se la cura è necessaria, anche l’assistenza non lo è di meno. Questa, sino ad oggi, l’hanno assicurata le badanti, per lo più straniere. Ora pare che non siano più sufficienti, perché la famiglia tradizionale non esiste, i vecchi sono spesso vedovi e le vecchie vedove, i figli sono impegnati nel lavoro e spesso anche lontani.

Per fare fronte a questa emergenza, sull’onda euforica del successo della tecnologia, si sta “inventando” una nuova figura di badante, quella “digitale”. Ma che tipo di assistenza potrebbe mai dare? Potrebbe parlare, forse, con un vecchio, ma potrebbe accompagnarlo al bagno? Aiutarlo a mangiare o a vestirsi? Lo farebbe sorridere, facendogli pesare di meno la solitudine?

Chiudo con questa affermazione dell’intellettuale e scrittore tedesco Hans Magnus Enzensberger (1929-2022): “Sono di sangue le orme del progresso”. Dobbiamo credergli? Non sempre, secondo me, o non in tutto. Se non ci fosse stato il progresso, noi moriremmo prima. Tanto che un breve e noto detto popolare recita: “Meglio malato che morto”.

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