Squinzano: Antonio Casilli e Marco Cazzorla intervengono sulla proroga di sei mesi concessi dal Ministero alla Commissione Prefettizia

a cura della 27 Maggio 2022

Dopo la decisione del Ministero di prorogare per ulteriori sei mesi l'incarico della Commissione Prefettizia per la gestione del Comune di Squinzano, registriamo due interventi di Antonio Casilli e Marco Cazzorla

che pubblichiamo integralmente:


Antonio Casilli riferisce: "Alla luce della nota sentenza del Tribunale di Lecce, che ha sancito l’infondatezza delle accuse rivolte all’ex sindaco nonché all’intero consiglio comunale, secondo la quale non vi erano i motivi per sciogliere lo stesso, non mi spiego questa decisione del Consiglio dei Ministri che proroga di altri sei mesi il commissariamento del nostro comune.
Una decisione che appare inappropriata e che danneggia, inevitabilmente, tutta la nostra comunità.
L’immagine e la reputazione della nostra cittadina sono messe a dura prova da una situazione che, infondatamente, sta generando nell’opinione pubblica l’idea sbagliata che il nostro territorio sia governato dall’illegalità.
Ad ogni buon conto, credo che sia giunto il momento di fare una seria riflessione sul futuro del nostro Paese e di riprenderne in mano le sorti. Squinzano e gli squinzanesi non meritano assolutamente quanto è stato loro ingiustamente attribuito.
È necessario che ognuno di noi abbia coscienza di ricordare e riportare il nome del nostro Paese alla ribalta delle cronache positivamente, ridandogli il posto che merita nell’opinione della Provincia, della Regione e dell’Italia intera. Mi permetto di fare un appello ai miei concittadini: costruiamo un progetto comune che metta insieme le energie e le forze migliori".

Marco Cazzorla, invece, ribadisce: "Chiunque abbia a cuore Squinzano non può non essere stato attraversato da sentimenti di tristezza il giorno in cui ha appreso che il Comune era stato commissariato a causa dei condizionamenti della criminalità organizzata. Ora il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga per ulteriori sei mesi di commissariamento specificando la necessità di "completare l'opera di risanamento dell'amministrazione comunale". L'intervento della Commissione prefettizia non è una punizione divina frutto del caso o voluta da chissà quali potere occulti, ma è il prevedibile risultato di precise responsabilità politiche e amministrative. Delle questioni umane e giudiziarie ho profondo rispetto così come merita la dignità di ogni individuo. Ed è per questo che ho sempre augurato agli amministratori coinvolti di dimostrare l'assoluta estraneità ad eventuali vicende giudiziarie.
Con la stessa fermezza, però, dobbiamo avere il coraggio di dirci chiaramente che il modo di fare politica, la gestione e l'amministrazione della cosa pubblica sono stati per troppi anni e sempre più spesso inaccettabili ed insostenibili. Rappresentare in modo netto ed univoco una discontinuità rispetto a questo stato di cose è la premessa necessaria per uscire fuori dalla palude in cui ci troviamo.

Da qui possiamo risollevarci per progettare una nuova idea comunità, più inclusiva e accessibile, soprattutto per chi è in difficoltà. Occorre, in particolare, un grande piano di rigenerazione urbana che favorisca uno sviluppo economico e culturale, fondato sui principi di legalità e giustizia sociale. Intorno a questi temi bisogna lavorare assumendoci la responsabilità di trovare la più ampia convergenza politica possibile, superando egoismi e scontri personalistici fini a se stessi. Solo così il rinnovamento della classe dirigente, che tutti sembrano auspicare, non sarà un mero slogan propagandistico ma potrà essere davvero realizzato".

Redazione

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