Lettera del Dottore Salvatore Sisinni, in prossimità della festa dedicata all'amore, San Valentino.
"Nell'approssimarsi dell'annuale ricorrenza della Festa di San Valentino del 14 febbraio, voglio consumare un pò di inchiostro - come sapete scrivo con la storica penna BIC, non potendo avvalermi, per i disturbi della vista, del computer o dei comodi e moderni cellulari - per dire qualcosa su San Valentino. Molti o tutti sanno che è il Santo degli innamorati ma pochi o pochissimi sanno che è anche quello degli epilettici. Come mai? Per una tradizione devozionale risalente agli anni del Medioevo. Una tradizione agiografica racconta che San Valentino guarì per una sorta di vero e proprio miracolo, il figlio di un oratore latino, Cratone. In seguito a tale miracolo la sua famiglia si convertì. Ebbene, non scrivo queste poche righe per soddisfare la curiosità di qualcuno o di molti per una notizia storica poco o per nulla nota, bensì per richiamare l'attenzione dei lettori sulla malattia epilettica affinché sia considerata una malattia come tante altre oggi, grazie ai progressi della scienza medica ben curabile e anche guaribile. Non solo, ma anche e soprattutto per apportare un piccolo contributo di una persona specialista in neurologia oltre che in psichiatria che, nella sua attività professionale, di epilettici ne ha visti e curati tanti. Avviandomi alla conclusione vorrei che detta malattia fosse liberata del tutto da quel pregiudizio, meglio detto stigma che, purtroppo, ancora alberga nella mente di persone acculturate.
Auguri vivissimi a tutti gli innamorati (mariti, mogli, compagni, compagne, fidanzati e fidanzate e nonché a tutte le persone affette da epilessia), con l'auspicio che quest'ultime vivano e curino la loro malattia con serenità senza farsene un problema, sfiorando la perdita dell'autostima.
Ps. Per chi non lo sapesse e per dimostrare che le persone epilettiche hanno tutte le capacità sino alle più spiccate fisiche e mentali voglio aggiungere che sono state affetti da epilessia grandi uomini del passato che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia, in quella con la S maiuscola. Ne cito solo alcuni: Giulio Cesare, Napoleone Bonaparte, lo scrittore russo Dostoevskij, Alessandro Magno e anche la giovane martire cristiana Giovanna D'arco. Salvatore Sisinni."