Si è tenuto ieri mattina a Squinzano, presso la Biblioteca Comunale di Villa Cleopazzo, grazie alla sinergia tra l’Amministrazione Comunale, l’Istituto Comprensivo di Squinzano e la Società Storia Patria sezione di Lecce,
un incontro con i docenti universitari Mario Spedicato, Emilio Filieri e Vito Luigi Castrignanò. Alla presenza degli studenti, dei docenti e dei genitori della città, si è riflettuto sull’importanza della memoria.
Il rispetto dei valori umani sanciti anche dalla nostra Costituzione, il concetto di identità di un popolo, ma soprattutto la conoscenza approfondita della storia e dei vari crimini commessi per annientare un popolo ha evidenziato la necessità da parte delle istituzioni e delle realtà tutte, di impegnarsi affinchè si possa applicare nella vita quotidiana il rispetto dell’altro per una convivenza civile.
A coordinare l’evento è stata l’Assessore alla Cultura del Comune di Squinzano della quale riportiamo alcune sue riflessioni: “Ringrazio tutti colori che si sono resi disponibili ed hanno aderito all’iniziativa che mirava soprattutto a rammentare e non solo a commemorare il Giorno della Memoria e a spiegare quello che è accaduto ai tanti italiani innocenti coinvolti nella tragedia delle foibe.
Nell’incontro abbiamo cercato di seminare, con la consapevolezza che trasmettere valori come identità, appartenenza e accoglienza, richiede tempo, ascolto e apertura, ma soprattutto non è semplice né immediato perché si tratta di principi profondi che non si impongono, ma si costruiscono lentamente attraverso il confronto e l’esperienza.
In questo percorso emerge con forza anche il dovere delle istituzioni, chiamate non solo a far emergere i valori sanciti dalla nostra Costituzione, ma a renderli concreti attraverso l’educazione, le politiche sociali e l’esempio quotidiano. La Costituzione stessa affida allo Stato il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza e la piena partecipazione di tutti alla vita del Paese, rendendo l’inclusione e il rispetto delle differenze una responsabilità pubblica, oltre che individuale.
In questo senso, l’incontro è stato un atto di fiducia. Nelle persone e nelle istituzioni, nella loro capacità di collaborare per costruire una società in cui l’appartenenza al popolo italiano si coniughi con l’accoglienza, e in cui i principi costituzionali non restino astratti, ma diventino pratica quotidiana di convivenza civile.”