Il "Calvario" di Squinzano, storia della prima chiesa parrocchiale del paese nata nel cinquecento

a cura della 01 Aprile 2021 414

C'è un posto, a Squinzano, che strappa a chi passa un segno della croce, oppure uno sguardo di ammirazione, preghiera e fede, o un cenno con la testa in segno di rispetto.

E' la Cappella della Visitazione della Beata Vergine Maria, chiamata familiarmente "Calvario", situata in via Crocefisso, esistente già dal 1559, e che rappresenta la prima chiesa parrocchiale del paese. Di seguito un testo inviato da Anna Maria Cazzolla, di Trepuzzi, che ci aiuta a conoscere meglio l'antica cappella, estratto dal testo Regione Puglia C.R.S.E.C. Le 37 Campi Salentina, Squinzano Emergenza storico Artistiche, pp.65-74, Publigrafic, Trepuzzi, 2005.
"Ricostruita nel 1559, la Cappella della Visitazione era l’antica chiesa parrocchiale di Squinzano, prima che il crescente aumento della popolazione rendesse inevitabile, nella seconda metà del XVI secolo, l’edificazione della chiesa madre di S. Nicola. Nel 1640 la chiesa versava in condizioni molto precarie, visto che era diventata “asilo dei fuggiaschi che la fecero diventare come una spelonca” … Perciò mons. L. Pappacoda ordinò “di allontanare i predetti fuggiaschi” …interdisse la chiesa …..
La cappella originariamente era, con molta probabilità, di dimensioni minori rispetto a quelle attuali. E’ possibile infatti che la costruzione cinquecentesca comprendesse solo una parte del presbiterio attuale e la campata nella quale si apre l’antico Cappellone del Crocifisso. E’ comunque certo che alla chiesa si accedeva oltre che dall’ingresso principale - sul muro del quale era dipinta l’immagine di San Cristoforo - anche da un altro laterale, che attualmente non esiste più. L’aspetto attuale della cappella è il frutto di interventi moderni. La costruzione è stata infatti ampliata e, all’inizio del XX secolo, su progetto dell’ing. Gaetano Marschizek, la facciata è stata completamente rifatta, la navata è stata prolungata con l’aggiunta di un’altra campata, e sono state eseguite nelle lunette delle pitture murali, che, probabilmente, coprono degli affreschi preesistenti. La cappella infatti, come si ricava da un’iscrizione collocata all’interno, a sinistra dell’ingresso, fu ingrandita nel 1910 per opera della confraternita di Maria Santissima Addolorata, che nel 1850 si era insediata in essa.
Nella facciata esterna si apre un portale ad arco, retto da due semplici paraste e sormontato da un timpano arcuato con una rosetta al centro. La facciata curvilinea, il cui motivo è ripreso dal portale, è tutta profilata da foglie e presenta in alto, ai lati, due angioletti con il gomito appoggiato su una colonnina, e al centro un piccolo rosone. Sul lato destro della cappella si erge il campanile a vela. Nella parte antistante il sagrato si trova il Calvario, che si dice sia stato costruito con i detriti dell’antica cappella. Nella facciata della casetta interposta tra la cappella e il Calvario, verso la fine del Settecento venne installata la “ruota dei proietti” o “degli esposti”, su cu venivano deposti i neonati, abbandonati dai genitori, di cui oggi resta una lapide a memoria.

L’interno presenta un’unica navata coperta da una volta a botte lunettata. Nelle lunette sono state affrescate nel 1929 (“anno VII”) dal pittore R. Sambati le immagini di Apostoli e Santi lungo le pareti della navata, quelle di Maria e di Gesù nel presbiterio. Nella parete destra della navata si apre la bellissima cappella del SS. Crocefisso - che sporge fuori dal muro della chiesa- che costituisce il nucleo più antico di tutta la chiesa assieme ad una parte dell’altare maggiore. La volta a botte entro le cui lunette si aprono due finestre per lato, è rilevata da foglie di bosso e decorata con motivi vegetali dipinti a fresco. Al centro di essa, vi è una piccola formella lapidea nella quale è raffigurata la Madonna del Carmine al di sopra di anime espianti. Sulle pareti del Cappellone, ritmate da una sequenza di tre semicolonne lisce con capitelli, vi sono degli affreschi realizzati verosimilmente dopo il 1680 e prima del 1693, molto rovinati dal tempo, raffiguranti i Misteri della Passione di Cristo e cioè La cattura di Cristo nell’orto, Cristo di fronte a Pilato, Gesù alla colonna, Gesù che si dirige al Calvario con la croce sulle spalle.

L’altare, adorno di un grande crocifisso ligneo, presenta sul paliotto un affresco raffigurante la Morte di Cristo. L’altare maggiore intitolato alla Visitazione è costituito da un paliotto di fattura recente e da colonne risalenti al XVI secolo, come si ricava dalla data incisa sull’architrave (MDLVIIII). E’ probabile che l’ordine superiore dell’altare maggiore (cioè colonne e architrave) facesse parte originariamente dell’altare del Crocifisso. Sull’altare un tempo figurava l’immagine della Beata Vergine danneggiata e annerita; in seguito al suo posto fu collocato un bel quadro rappresentante la Visitazione della Beata Vergine Maria, di cui oggi non esiste traccia. Quest’ultimo è stato sostituito all’inizio del secolo scorso con un rilievo in cartapesta raffigurante l’incontro tra S. Anna e la Vergine, realizzato nel 1909 dal cav. Raffaele Caretta".

Oggi il Calvario accoglie Cristo Morto e la Madonna Addolorata al rientro dalla processione del Venerdì Santo, dove i cittadini si radunano per un raccolto e silenzioso momento di preghiera in uno dei giorni più sentiti e carichi di emotività dell'intero anno liturgico.

Redazione

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