San Pietro, carte bollate a Palazzo: il capo dei Vigili fa ricorso contro la giunta

di 02 Ottobre 2017 1823

Scontro al vertice tra il comandante dei Vigili Urbani e l’amministrazione comunale di San Pietro in Lama.

Nel mirino la delibera di giunta approvata lo scorso 2 agosto, con cui l’esecutivo guidato dal sindaco Raffaele Quarta ha dato il via libera alla modifica del regolamento sull’ordinamento generale di servizi ed uffici. Un provvedimento che non è per niente piaciuto al tenente Vincenzo Rolli, capo della Municipale, che ha presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento dell’atto ritenuta illegittimo.

Rolli contesta il conferimento di compiti gestionali aggiuntivi in contrasto con le funzioni di polizia: ovvero responsabilità, ad esempio, in materia di rilascio dei tesserini per l’esercizio della caccia e per la raccolta dei funghi, concessione loculi comunali, notifica di atti non giudiziari, autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, tributi, commercio e pubblici esercizi.

Inoltre, il tenente lamenta anche di essere stato chiamato a fornire la colla per l’affissione dei manifesti. Compiti di “amministrazione attiva” che metterebbero il comandante in una situazione di controllore e controllato, ovvero in una posizione di conflitto con la normativa anticorruzione. Il ricorso richiama infatti anche i dettami dell’Anac e il rischio di commistione e cumulo di funzioni, amministrative e gestionali e al contempo anche di vigilanza e controllo, in capo ad una sola figura, oltre alla normativa che impedisce l’impiego di personale di polizia in mansioni diverse da quelle di competenza. Attribuire al comandante tali responsabilità (come ad esempio il rilascio di titoli autorizzatori ed ampliativi), secondo il ricorso, risulterebbe illegittimo perché incompatibile con i compiti di controllo e vigilanza su tali autorizzazioni ed attività istituzionalmente demandati al medesimo Settore.

L’ufficiale della Municipale teme quindi anche ripercussioni negative sulle attività di controllo del territorio, vista la presenza di un solo agente in organico, a cui è stata assegnata anche l’incombenza di messo comunale. Tutte questioni che saranno oggetto dell’udienza fissata al Tar il prossimo 24 ottobre.

 

La minoranza: “La delibera sia ritirata in autotutela”

Ad appoggiare la causa di Rolli, è intervenuto il gruppo di opposizione che ha espresso “piena solidarietà al comandante, al quale non può essere chiesto di svolgere il duplice ruolo di controllore e controllato”.Abbiamo già chiesto al sindaco - dichiarano i consiglieri Remo Guido, Stefano Nicolini, Vincenzo D’Elia e Gianluca D’Elia - il ritiro in autotutela del regolamento adottato, che viola le direttive Anac. Intanto tra gli impiegati la tensione cresce: anche altri dipendenti comunali si sono rivolti ad un legale per far valere i propri diritti violati”.

Poi la nota del gruppo di minoranza “Siamo San Pietro” prosegue: “Un ricorso che poteva e doveva essere evitato. Uno dei primi compiti di un’Amministrazione Comunale - si legge - è quello di collaborare con i propri dipendenti e dirigenti per creare un dialogo che non deve arrivare assolutamente in un’aula di tribunale. Questo avrà conseguenze non solo per le casse comunali, ma anche e soprattutto per i cittadini che già a causa di scelte sbagliate non godono di un servizio di qualità e quantità adeguate. Ancora una volta, rileviamo l’incapacità politico-amministrativa della giunta Quarta”.

Ed ancora: “I tributi minori o il Suap non sono competenze che spettano ad un Comandante di Polizia Locale il quale - continuano i consiglieri di opposizione - deve occuparsi di controllo come prevede la legge. Ci sono diverse sentenze e anche pareri dell’ANAC che hanno evidenziato un potenziale conflitto di interessi. Purtroppo, l’Amministrazione Comunale non ha preso in considerazione tutto ciò. Si poteva evitare questo ricorso con una maggiore attenzione nella ripartizione delle competenze. Peraltro, la decisione del sindaco Quarta di convenzionare il Servizio di Polizia locale sotto organico di San Pietro con quello di Lequile è stata una scelta sbagliata. Ancor peggio poi attribuire innumerevoli compiti non di competenza. Più compiti e meno personale in un servizio che associato riguarda un vasto territorio con più di 12000 abitanti. Lo abbiamo detto in passato che tali scelte avrebbero portato gravi conseguenze. Il ricorso conferma un flop annunciato”.

Ilaria Bracciale

Redattrice

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