Al via a Novoli “GENS: tutto ciò che siamo stati”, il primo Festival dell’antroponimia tra storia dei cognomi, genealogia e araldica

di 25 Maggio 2026

A Novoli sta per prendere forma un’iniziativa che invita a guardare indietro, verso le radici più profonde dell’identità personale e collettiva.

Si chiama “GENS: tutto ciò che siamo” ed è il primo festival dedicato all’antroponimia, ovvero allo studio dei cognomi, della genealogia e dell’araldica. Un’occasione per interrogarsi su chi siamo, da dove veniamo e quali storie si nascondono dietro quei nomi che portiamo ogni giorno senza quasi interrogarci sul loro significato. Il progetto nasce da Fucina Sociale, in collaborazione con le associazioni InVolo, Smart Project Lab e la testata Paise Miu, all’interno delle attività del Nodo Galattica di Novoli.

Il termine latino gens, che nell’antica Roma indicava l’insieme delle famiglie discendenti da un antenato comune, viene qui reinterpretato in senso più ampio: non solo un legame di sangue, ma l’eredità complessa e stratificata che i nostri predecessori hanno lasciato, fatta di tracce materiali e immateriali, di storie, simboli, migrazioni, trasformazioni. È da questa idea che prende forma un programma articolato in tre momenti, pensati per unire il rigore della divulgazione scientifica alla dimensione esperienziale dei laboratori destinati ai più giovani.

Il festival si aprirà il 27 maggio 2026, nel Palazzo Baronale di Novoli, con un dialogo tra il linguista Marcello Aprile, docente dell’Università del Salento, e Andrea Valerini, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Margherita Hack”. Sarà un confronto vivace sull’origine e sulla differenziazione dei cognomi, un viaggio che intreccia la grande Storia con le micro-storie individuali, mostrando come ogni nome custodisca un frammento di passato. A moderare l’incontro sarà il direttore di Paise Miu, Antonio Soleti.

Il giorno successivo, il 28 maggio, i bambini dai 5 ai 10 anni saranno protagonisti di un laboratorio dal titolo “I custodi della Storia”, curato dall’associazione InVolo. Attraverso il gioco e il disegno, i più piccoli potranno avvicinarsi ai simboli dell’araldica e scoprire come colori, animali e figure geometriche abbiano raccontato per secoli l’identità delle famiglie. L’esperienza culminerà nella creazione di un personale “Stemma di Famiglia”, un modo semplice e creativo per avvicinare i bambini al tema dell’appartenenza.

Il festival si chiuderà il 1° giugno con un laboratorio dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 15 anni, “Alla ricerca dell’antenato perduto”. Sarà un vero viaggio nel tempo, reso possibile dall’accesso agli antichi archivi parrocchiali della Chiesa Matrice Sant’Andrea Apostolo. Guidati dallo storico locale Antonio Politi, insieme a Gloria Ronco e Benedetta Ronco, i partecipanti potranno scoprire quando il proprio cognome compare per la prima volta nei registri di Novoli e provare a ricostruire un primo albero genealogico familiare.

«Il cuore di questo festival risiede nel concetto più profondo di comunità», afferma Simone Caricato, presidente di Fucina Sociale. «Un tempo la grandezza di un borgo non si misurava dal numero degli abitanti, ma dai fuochi che lo componevano. Cercare i propri antenati significa tornare a quei fuochi originari, per far comprendere alle nuove generazioni che la comunità di oggi è il risultato di piccoli nuclei sopravvissuti all’incedere del tempo». Una metafora che a Novoli assume un valore ancora più evocativo: la Fòcara, il grande fuoco eretto ogni anno in onore di Sant’Antonio Abate, nasce proprio dall’impegno di tanti piccoli fuochi – famiglie, volontari, associazioni – che insieme alimentano una tradizione secolare.

La partecipazione ai laboratori del 28 maggio e del 1° giugno è gratuita, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria da parte dei genitori. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare Fucina Sociale al numero 320 2125331 o l’associazione InVolo al 375 8567850.

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