Tumore al seno, la neoplasia più frequente nel sesso femminile: l'importanza di una sana alimentazione

di Dott.ssa Elisa Occhineri 29 Aprile 2022

Tutti gli studi confermano l’importanza di seguire un’alimentazione sana e corretta. E soprattutto di tenere sotto controllo la bilancia: la correlazione tra obesità e incidenza del cancro del seno

è infatti dimostrata, soprattutto dopo la fine dell’età fertile.
Diverse ricerche hanno rivelato che questo tipo di neoplasia è maggiormente diffuso presso le popolazioni che seguono una dieta ricca di grassi, mentre gli alimenti tipici della dieta mediterranea (olio d’oliva, pesce azzurro, frutta, verdura, cereali) hanno un’efficacia preventiva.
L’attività fisica può ostacolare la formazione del tumore. Le donne che svolgono regolarmente sport presentano una riduzione del rischio di ammalarsi di circa il 15-20%. Questi effetti sono più evidenti in post-menopausa, ma praticare sport fin dall’adolescenza è in grado di diminuire l’incidenza di tumori che poi si svilupperebbero al termine dell’età fertile.

PREVENZIONE SECONDARIA: LO SCREENING
Lo scopo dello screening, ovvero degli esami periodici su donne senza segni di malattia, è intercettare un eventuale tumore quando è ancora in fase precoce e può quindi essere curato con efficacia e con terapie poco invasive. La diffusione su larga scala in Italia dei programmi di screening mammografico, dalla seconda metà degli anni ’90, ha contribuito a determinare una riduzione della mortalità, con una diminuzione degli interventi di mastectomia.
I programmi nazionali di screening prevedono l’offerta gratuita e attiva della mammografia alle donne fra i 50 e i 69 anni, con cadenza biennale. Ci sono poi variazioni territoriali delle fasce d’età coinvolte. In generale però è consigliabile effettuare il cosiddetto screening spontaneo, ovvero pianificare insieme al medico di fiducia un programma di controlli personalizzato anche prima dei 50 anni.
In assenza di fattori di rischio specifici (come storia familiare, densità del tessuto mammario, mutazioni genetiche) le donne dovrebbero iniziare intorno ai 30 anni a sottoporsi a visita senologica ed ecografia annuali, integrando dopo i 40 con una mammografia ogni uno o due anni, a seconda del consiglio del medico.
La risonanza magnetica mammaria è utile in casi particolari, come per le pazienti con mutazione di BRCA-1 e/o BRCA-2, in aggiunta alla mammografia annuale. Sebbene l'autoesame del seno non possa essere considerato un vero strumento di diagnosi precoce, è importante che ogni donna impari ad effettuare in maniera corretta​ e regolare l'autopalpazione, per imparare a conoscere il proprio seno e notare cambiamenti da segnalare eventualmente al medico. (Fondazione Umberto Veronesi).

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