Un compleanno trasformato in preghiera condivisa. A Lecce, mons. Mauro Carlino celebra i suoi 50 anni scegliendo la via della sobrietà e della comunione, invitando la comunità a partecipare a una Messa di ringraziamento.
L’appuntamento è per stasera (giovedì 26 marzo) alle ore 19, nella Basilica di Santa Croce, cuore barocco della città, dove il parroco presiederà la celebrazione eucaristica. Un momento aperto a tutti, pensato non come ricorrenza privata ma come esperienza collettiva di fede.
Nel messaggio rivolto ai fedeli, parole semplici e dirette: gratitudine per l’affetto ricevuto e per l’organizzazione, ma soprattutto l’invito a vivere insieme un’occasione spirituale, mettendo al centro il significato più profondo del cammino umano e sacerdotale.
Formatosi nel seminario diocesano e impegnato da anni nella pastorale, Mons. Mauro Carlino ha costruito il proprio ministero sull’ascolto e sulla prossimità. Un percorso arricchito da esperienze in diverse parrocchie, nella segreteria arcivescovile e presso la segreteria della Santa Sede, e da un’attenzione costante verso giovani e famiglie.
Accanto all’attività pastorale, si distingue anche sul piano culturale: giornalista e storico scrittore, ha affiancato al servizio ecclesiale una produzione attenta alla memoria del territorio e alla vita della comunità, contribuendo al dibattito locale con studi e pubblicazioni.
Oggi, alla guida della parrocchia di Santa Croce, promuove uno stile partecipativo, valorizzando i carismi e rafforzando il senso di appartenenza tra i fedeli.
La celebrazione di questa sera si annuncia partecipata, segno di un legame costruito nel tempo. Non solo una festa, ma un momento in cui una comunità si riconosce attorno al proprio pastore.
Il traguardo dei cinquant’anni diventa così occasione per rileggere un percorso e rilanciare un impegno.
Non una celebrazione personale, ma un segno pubblico di fede. Nella Basilica di Santa Croce, tra pietra barocca e volti della comunità, il compleanno di mons. Carlino si trasforma in un messaggio chiaro: la vita, quando è condivisa, diventa testimonianza. E il ministero, quando è vissuto accanto alla gente, lascia tracce che vanno oltre ogni ricorrenza.