Il Lecce arranca, poi ci pensa Rodriguez a cambiare la partita. Battuta l'Alessandria 3-2

di Oronzo Valletta 18 Settembre 2021

Lecce - Alessandria 3-2
Per il brutto Lecce dei primi 60 minuti non c'è neppure l'attenuante dell'Alessandria chiusa perché già al 12' Tuia sblocca la partita su calcio d'angolo.


Ma né prima né dopo il Lecce convince con il suo "433" (rigorosamente tra virgolette). Gli esterni alti (impalpabile Olivieri) sono sempre troppo lontani da Coda, costretto ad arretrare e a giocare quasi da falso nove per vedere qualche pallone; a centrocampo i tre fanno il compitino sempre con poca personalità. Non ci sono idee e fluidità di gioco, il solo Calabresi si salva sulla fascia destra, male gli altri difensori che assistono prima al quasi immediato pareggio dei grigi e poi addirittura, a inizio st, al gol del vantaggio ospite.
Inutile girarci attorno, la partita cambia quando entra Pablito, che dà velocità e brio, con Baroni che man mano passa ad un 442 con Hjulmand e un buon Bjorkengren centrali, Paganini e Di Mariano sulle fasce, Coda e Rodriguez punte.
I giallorossi finalmente attaccano con con più pericolosità, continuano a fare confusione ma batti e ribatti prima costringono i grigi a restare in dieci, poi pareggiamo con un gran tiro di Pablito ed all'ultimo respiro la vincono in mischia con bomber Coda.
Il punto non è se la vittoria sia meritata (quella degli ospiti sarebbe stata eccessiva come lo è quella del Lecce) perché nel calcio contano i gol, come accadde 4 anni fa in quel play off (che forse da oggi ha smesso di gridare vendetta) proprio contro i grigi, perso dal Lecce ai rigori dopo innumerevoli gol sprecati.
Il punto è che questo Lecce, ad oggi, non sembra ancora avere trovato un quadra, un filo di gioco ben definito e sufficienti certezze, se non quella di sapere di avere diversi giocatori top per la B, iniziando da Coda e Pablito.

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