C’è un momento, dopo i 30 anni, in cui molte donne iniziano a chiedersi non più cosa ci si aspetta da loro, ma cosa desiderano davvero.
Reinventarsi può significare cambiare lavoro, città, relazione o semplicemente modo di guardare alla vita. Ma non sempre significa partire da zero. A volte significa anche tornare alle proprie radici e ritrovare una parte di sé. È quello che racconta, in modo semplice e bellissimo, la storia degli “Ancora Giovani” della classe 1986 di Torchiarolo.
L’11 agosto, quasi ottanta ragazzi e ragazze, oggi quarantenni, si sono ritrovati dopo quasi trent’anni dagli anni trascorsi insieme tra i banchi della Scuola Lomarchese, oggi Istituto Comprensivo Valesium. L’idea era nata quasi per caso dall’incontro tra due ex compagne, Marta e Aurora, da cui è partito un gruppo WhatsApp che ha permesso di ritrovare vecchi compagni, compresi alcuni nati nel 1987 che avevano frequentato la “primina”.
A organizzare la serata, insieme a loro, anche Roberta, la loro affettuosa “rappresentante di classe”. Presenti anche alcune maestre e i bidelli di allora, a rendere ancora più speciale il ritorno davanti alla scuola che aveva accompagnato i loro primi anni di crescita.
Molti oggi vivono lontano da Torchiarolo, al Nord o all’estero. Ognuno ha costruito la propria vita, con nuove famiglie, lavori e percorsi diversi. Eppure, ritrovarsi ha dimostrato che alcuni legami possono resistere al tempo e alle distanze. Da una semplice rimpatriata sono nate anche nuove amicizie, coinvolgendo compagni, compagne, mariti, mogli e figli. Forse è proprio questo il senso più autentico del reinventarsi dopo i 30 anni: non cancellare ciò che siamo state, ma portarlo con noi mentre diventiamo qualcosa di nuovo.
A quarant’anni non si è arrivati alla fine di una storia. Si è semplicemente in un altro capitolo. E gli “Ancora Giovani” di Torchiarolo lo hanno ricordato con una serata fatta di sorrisi, ricordi e nuovi inizi.



















