Campi Salentina si prepara ad accogliere una delle voci più autorevoli nella lotta alle mafie. Giovedì 28 agosto 2025, alle ore 20:00, in Piazza Nicola Quarta,
il Procuratore Nicola Gratteri presenterà il suo ultimo libro “Una cosa sola. Come le mafie si sono integrate al potere”, scritto insieme ad Antonio Nicaso.
L’incontro, inserito nel progetto “Fatti di Legalità” e promosso dall’Associazione Sinergie Sociali, rappresenta un nuovo e importante momento di riflessione per la comunità di Campi Salentina, che negli ultimi anni ha già ospitato magistrati e figure di spicco come Francesco Cosentino, Cataldo Motta e Francesco Mandoi, oltre ad aver promosso azioni concrete come la restituzione alla città di un immobile confiscato alla Sacra Corona Unita, oggi sede di un centro antiviolenza per le donne.
La serata si aprirà con il saluto istituzionale del Sindaco Alfredo Fina, a testimonianza dell’impegno dell’amministrazione comunale nel mantenere sempre alta l’attenzione sui temi della giustizia e della legalità. A dialogare con l’autore sarà Andrea Agrimi, presidente dell’associazione Sinergie Sociali.
“Campi Salentina – sottolinea il Sindaco Fina – vuole essere una comunità vigile, attenta e responsabile. La presenza del Procuratore Gratteri ci offre l’occasione di ribadire un messaggio chiaro: la lotta alle mafie non è soltanto compito delle istituzioni, ma riguarda l’intera società civile. Non bisogna mai abbassare la guardia.”
L’appuntamento è aperto a tutta la cittadinanza e si propone come un importante momento di confronto e di crescita collettiva, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della legalità e della responsabilità civile. Considerato come una delle figure di spicco dell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta, battaglia nella quale è impegnato attivamente fin dagli inizi della propria carriera, Gratteri è riuscito a sfuggire a diversi attentati e oggi tiene regolarmente conferenze nelle scuole e nelle università, in Italia e all’estero, al fine di incontrare i giovani e spiegare loro il perché “non conviene” essere ‘ndranghetisti”, sostenendo l’importanza dell’educazione dei giovani come strumento di prevenzione nella lotta alle organizzazioni criminali.
















