Una Messa per Sant’Antonio Abate a Trepuzzi, gemellata con Novoli nel nome del Patrono

Come ogni anno il “Santo del Fuoco” giunge con un freddo pungente nelle sue dimore.

Novoli e Trepuzzi gemellate in nome di Sant’Antonio Abate, il Santo della Tebaide, il Padre di tutti i Sant’Antoni, lo festeggiano con i riti della sacralità. In onore del Santo di Alessandria d’Egitto, nella sua Cappella storica di Trepuzzi, davanti alla plancia della via Francigena, all’interno e all'esterno della Chiesetta, sarà celebrata la Santa Messa alle ore 10 di sabato 18 gennaio 2020, alla presenza di fedeli che giungeranno da ogni parte. Il luogo è facilmente raggiungibile in corso Umberto a pochi passi dalla Chiesa Matrice in cui si prolungherà la funzione religiosa con la Benedizione del pane per onorare la devozione a Sant’Antonio Abate. Iscritta al FAI, Fondo Ambiente Italiano, e perciò bene prezioso da tutelare, la Cappella seicentesca reca in sé all’esterno lo stemma costantiniano con la latina frase “il suono è lieto”. È una tradizione la sua festa anche a Trepuzzi, da diversi anni estesa ad un pubblico più numeroso grazie anche al gemellaggio con la patria salentina del Santo.

L’atmosfera nella piccola chiesa riempie di gioia e calore, basta guardare l'antico affresco dove è raffigurata la mano sinistra del Santo che dona il fuoco a quanti ammirano questo gioiellino artistico. È presente un’altra icona sul suo mantello, un segno carissimo a San Francesco d’Assisi, il TAU, e a questa splendida cornice non potevano mancare gli angeli, uno dei quali rappresenta l’Annunciazione con la Madre Santa e gli altri sulla nuvola che chiude il dipinto sul muro della Cappella, attorno all’immagine del Redentore. L’armonia di questo spettacolo colossale per la fede che sprigiona e per la sua angolazione artistica, consacra il senso sospeso fra il reale e il soprannaturale ormai passato alle pagine della storia non solo locale ma anche europea.

La figura del Santo taumaturgo è molto attuale in ogni generazione e per i suoi significati profondi che richiamano gli abissi dell'interiorità, è molto vicina ai giovani d’oggi, impegnati nella ricerca di contatti che abbondano in estensione e superficie e che perdono in qualità. Sant’Antonio Abate era un anacoreta e tanti ragazzi, pur non avendo abbracciato discipline ascetiche, vivono una solitudine che si avverte anche quando sono in gruppo. Ma proprio perché operatore di miracoli, Sant’Antonio può agire nei cuori dei nostri cari giovani, sulla scia di momenti di condivisione, di fratellanza e di accoglienza, in quel religioso silenzio tanto amato e ricercato dal nostro Caro Santo. E così si dà appuntamento all’evento, ritrovandosi a Trepuzzi con lo stesso entusiasmo, affetto e dedizione di ogni anno nei confronti del Santo Eremita che si ritirò nel deserto e che da lì ancora ci guarda e ci insegna a pregare.

 

 

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