Morì dopo una gastroscopia, chiesta l’archiviazione per tre dei quattro indagati

Il primo luglio u.s. la dott.ssa Maria Vallefuoco della Procura di Lecce, titolare delle indagini per accertare le cause della morte della quarantanovenne di Squinzano, Teresa Tramacere, ha disposto uno stralcio rispetto al fascicolo originario.

La vicenda risale al 22 ottobre scorso, quando la donna, di un peso di 170 kg, si è recata presso la clinica Petrucciani per una gastroscopia, in seguito alla quale avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico per il trattamento dell’obesità.

Durante l’esame, sarebbero subentrate delle complicazioni, che avrebbero provocato nella 49enne uno stato di coma, probabilmente a causa di un arresto cardiaco, e da lì sarebbe stata trasportata presso l’Ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce, nel reparto di Terapia Intensiva, dove morì pochi giorni dopo. In seguito, i familiari della squinzanese sporsero denuncia per colpa medica, assistiti dall’avvocato Miccoli, per accertare che non ci sia stata alcuna negligenza da parte del personale sanitario. Fu disposto il sequestro della salma e l’autopsia a cura del dottor Roberto Vaglio.
A giugno i consulenti della procura hanno depositato la relazione rispetto alla quale il Giudice nei giorni scorsi ha notificato all’avv. Miccoli per i propri assistiti la richiesta di archiviazione del procedimento nei confronti di tre dei quattro indagati. Con altro provvedimento invece lo stesso giudice inquirente ha disposto un autonomo fascicolo per colui il quale materialmente eseguì l’esame sulla paziente, per il quale il pubblico ministero ora provvederà con altro provvedimento giudiziario probabilmente di rinvio a giudizio sulla base degli accertamenti tecnici.