Due chiacchiere con Rita Miglietta, architetto e assessore al fianco di Salvemini

Intervistiamo Rita Miglietta, architetto, laureatasi a Venezia in architettura nel 2000, dopo una breve esperienza lavorativa a Milano, e che torna a Lecce dove lavora come libera professionista, un lavoro che oggi ha interrotto per rispondere alla chiamata del Sindaco Carlo Salvemini a far parte della sua giunta.

È una donna di 47 anni, che oggi, come nel 2017, fa l’assessore pro tempore e si sta misurando con entusiasmo e passione con la responsabilità di contribuire, insieme a tanti, a migliorare la propria città. “Un’esperienza che considero temporanea- dice l’assessore -, non l’ho mai né prevista né immaginata, ma ha cambiato radicalmente questa fase della mia vita, scombussolandone la quotidianità; in qualche modo è l’esito di un impegno duraturo che negli anni passati ho condiviso con tante persone dentro un’associazione politica, Lecce Città Pubblica, fondata nel 2015 dal sindaco Carlo Salvemini. Un ‘luogo’ di impegno civico nel quale ho trovato uno spazio raro per condividere con altri l’amore per la mia città offrendo impegno e passione per tante questioni urbane. Oggi quel progetto di cui faccio parte ha la straordinaria opportunità, insieme ad altre forze politiche, di migliorare Lecce”. I primi tre mesi della "neonata"

Amministrazione Salvemini, secondo lei, in tre parole.

“Intensi, nel segno della continuità ma anche diversi. Nel segno della continuità, perché stiamo riprendendo il lavoro che avevamo interrotto nel 2019 con le dimissioni del sindaco, e al tempo stesso diversi perché ci sono nuovi amministratori, tra i quali tanti giovani, con cui riprendiamo questo nuovo corso politico. Credo che la rappresentanza giovane sia il valore aggiunto di questa nuova Amministrazione”.

Qual è l'indirizzo politico, e soprattutto pratico, che il Comune di Lecce intende adottare per risolvere il piano di emergenza abitativa della popolazione?

“Vogliamo che Lecce diventi una città più inclusiva e coesa; più capace di offrire ai suoi abitanti più fragili e vulnerabili risposte al crescente disagio sociale abitativo. Come tantissime città italiane, anche Lecce esprime una domanda abitativa che non viene adeguatamente soddisfatta, non solo per scarsezza di risorse economiche, ma anche per l’assenza, negli anni che abbiamo alle spalle, di una strategia di intervento supportata da politiche nazionali efficaci. Oggi siamo impegnati a definire un lavoro intersettoriale per costruire le premesse per mitigare questa domanda. Insieme all'Assessore al Welfare, Silvia Miglietta, impegnata con il complesso tema dell’edilizia economica popolare, lavoro nella messa a punto di politiche abitative miste, promuovendo il Social Housing. Si tratta di una tipologia di alloggi sociali rivolti alla cosiddetta "fascia grigia". Un segmento di popolazione sempre più crescente e che dobbiamo adeguatamente censire, composto da giovani famiglie, famiglie monogenitoriali, single, studenti, anziani soli, che non riescono ad avere accesso alle case popolari e non riescono a sostenere un affitto a prezzi di mercato. In tal senso stiamo lavorando ad esempio alla riconversione dell’ex Galateo, un grande immobile immerso in un parco nel centro della città, che insieme alla Regione Puglia e ad Arca Sud Salento, vogliamo riconvertire a residenze sociali e di co-abitazione. Altre iniziative riguarderanno invece incentivi nei progetti futuri di riconversione di immobili privati che aprono alla possibilità di includere al loro interno residenze sociali”.

La legge prevede che gli enti comunali si occupino del censimento degli alberi monumentali, quanto è stato fatto dall'Amministrazione?

“Gli alberi monumentali sono un patrimonio di grande valore ambientale e culturale di cui non si ha ancora abbastanza consapevolezza diffusa, Lecce ne è ricca. La precedente Amministrazione aveva avviato, con una delibera di giunta, l'avvio di quanto previsto dall’art.7 della legge nazionale10/ 2013. Nei giorni scorsi abbiamo trasmesso alla Regione Puglia un primo censimento di alberi monumentali con integrazioni fotografiche e dati affinché siano riconosciuti dall'ente regionale, dati mancanti e che ci siamo incaricati di recuperare. Dobbiamo però fare di più e stiamo lavorando per lanciare, entro la Festa Nazionale dell'Albero che si svolge a novembre, un piccolo concorso per la città, affinché associazioni, comitati di cittadini specialisti del settore, possano segnalare all'Amministrazione la presenza di alberi monumentali rispettando i criteri indicati nella legge. Senza infatti il coinvolgimento della cittadinanza l’amministrazione non riesce a censire il suo patrimonio verde monumentale, in più è la stessa legge che promuove il coinvolgimento delle comunità. Dobbiamo poi dotare la città di un Piano del verde che definisca azioni e strumenti idonei a migliorare lo stato del verde pubblico e privato, incrementandolo periodicamente. il verde è indispensabile per garantire benessere alla città e i suoi abitanti, nella precedente consiliatura abbiamo avviato diverse nuove piantumazioni con il sostegno dei cittadini”.

Il rapporto tra l'Amministrazione e il mondo dell'associazionismo e del terzo settore?

“L'amministrazione avviato un lavoro importante con l'associazionismo, al quale riconosce una valenza sociale importante, strategica e indispensabile per migliorare la vita della città, le sue relazioni comunitarie. È stato sottoscritto un protocollo con tutte le associazioni che si occupano di sostenere chi è in difficoltà e che si impegnano con tanta dedizione a migliorare il Welfare. Oggi le amministrazioni pubbliche faticano a garantire sostegno alle tante vulnerabilità sociali in maniera capillare e diffusa. Insieme alle associazioni è invece possibile combattere in modo più efficace l'emarginazione. Recentemente con una delibera di giunta abbiamo promosso una manifestazione di interesse per partecipare ad un bando nazionale sull'innovazione sociale per l’implementazione di progetti di inclusione sociale. Abbiamo poi aderito ad altri bandi regionali e nazionali rivolti alla rigenerazione di immobili comunali dismessi grazie a progetti promossi dal terzo settore, e promosso un laboratorio denominato “Cosa Siamo Capaci di Fare” per rinforzare la capacità progettuale dell’associazionismo culturale e il terzo settore, che troveranno nuove opportunità nella redazione del nuovo regolamento per la gestione dei beni immobili comunali. C’è tanto lavoro da fare, l'Amministrazione deve lavorare di più per favorire la creazione di reti tra le realtà associative della città che esprimono una vivacità propositiva molto forte, anche in ambito culturale, creativo e sportivo”.

Com'è stato vincere con largo consenso (oltre il 50%) dopo la prematura decadenza?

“È stato molto emozionante, siamo orgogliosi. È stata una verifica positiva che il percorso, iniziato già con la prima candidatura a Sindaco di Carlo Salvemini, è stato giusto e coerente con il forte desiderio della città di cambiare e di avere una alternativa dopo una stagione di governo durata vent'anni. È stata la conferma dell'autenticità del messaggio politico che il Sindaco, il Vicesindaco Delli Noci, e tutte le forze che lo hanno sostenuto, hanno dato alla città, non solo evidentemente con la campagna elettorale ma anche con la prima esperienza di governo”.

I suoi progetti per la riqualificazione delle periferie?

“Ti rispondo, se mi consenti, correggendo la parola "periferie", perché è, a mio giudizio, una parola impropria. Non dobbiamo pensare alle periferie come spazi lontani rispetto ai luoghi centrali, ma piuttosto dobbiamo vederle come ‘periferie sociali’: solitudini, gruppi sociali che vivono in ambiti urbani carenti di servizi, decoro e attrezzature, lontani dalle infrastrutture, che vivono forti condizioni di vulnerabilità ma che possono stare anche nel centro della città. Abbiamo in programma la definizione del nuovo Piano Urbanistico, al suo interno dovrà contenere un Piano per i quartieri a partire dalla messa a fuoco capillare di tutte le mancanze, dei punti di fragilità, per favorire azioni di miglioramento delle infrastrutture e dei servizi, che garantiscano condizioni diffuse di dotazione di servizi primari, di maggiore mobilità tra le varie parti della città, di maggiore integrazione tra i vari quartieri della città, il paesaggio e le marine. Dobbiamo mettere a punto una città più coesa”.

I primi cento giorni dell'Amministrazione. Ce ne parli.

“Come dicevamo prima sono stati caratterizzati dalla ripresa del lavoro avviato nel precedente mandato Salvemini, dalla conoscenza dei provvedimenti redatti durante la fase commissariale, dalla lunga fase che ha caratterizzato, solo recentemente l'insediamento del Consiglio Comunale. Adesso si sono finalmente insediate le Commissioni, fondamentali per garantire solidità e arricchimento ai provvedimenti dell'Amministrazione. Continuiamo a camminare su un percorso tracciato. Siamo poi stati impegnati nella redazione della proposta di Contratto Istituzionale di Sviluppo, inviato al Ministero per il Sud a fine agosto, su sua proposta, poco prima della caduta del Governo e che oggi ci auguriamo venga formalizzato per avviare un insieme di progetti complessi di rigenerazione urbana. Non abbiamo ansie di prestazione; ‘per fare le cose occorre tutto il tempo che occorre’ , come dice sempre il Sindaco, citando Aldo Moro”.