Categoria ‘Giovani Artisti’: Giacomo Accogli parla di sè e della sua nuova “Mezza Stagione”

Si continua a parlare di “Giovani Artisti”, oggi è il turno di Giacomo Accogli, 18enne e grande appassionato e ‘creatore’ di musica.

Dopo aver scritto e pubblicato canzoni rap come "Alchimia" e "Pensa Se", per citarne un paio, il giovanissimo rapper di Campi Salentina ha recentemente pubblicato su Spotify la sua nuova creazione: “Mezza Stagione”. Il brano continua la tradizione autobiografica e identitaria tipica di SlimJamy (il suo nome d'arte).

Ciao, perché il titolo "Mezza Stagione" per il tuo nuovo singolo?
"Mezza Stagione" perchè racconto fatti successi tra un "20 maggio" nella prima strofa, passando da giugno nella seconda per chiudere nel "pieno luglio" della terza”.

Oltre a pubblicare su Spotify, dove hai in pochissime ore superato i mille ascolti per il tuo nuovo singolo, hai altri obiettivi?
“Spero che arrivi presto ai 2000 ascolti su Spotify, ma soprattutto spero di trovare l'occasione di portarlo Live insieme ai vecchi pezzi come "18" o "Alchimia".

In questo brano racconti la tua vita, qual è il messaggio di fondo?
“Ho voluto lasciare più di un messaggio nel testo, ognuno può trovarne uno per sé stesso, ad esempio: "cerca di essere chi sei veramente", "non avere fretta o ansie inutili perchè ti fanno solo star male" o anche che "la speranza è l'ultima a morire".

Cosa distingue Mezza Stagione da un altro singolo significativo come Alchimia?
“Mezza Stagione racconta una storia, anche se quasi odio classificarmi in un genere o catalogare le mie canzoni in una categoria, si può definire come uno storytelling”.

Hai già in mente un nuovo singolo o un album?
“Ho in mente di realizzare un altro singolo in un futuro non molto lontano. Per un Album la strada è ancora lunga”.


Hai mai dedicato o scritto un tuo singolo per qualcuno in particolare?
“Sì, ma non ho mai voluto inciderli, però ovviamente molte frasi delle mie canzoni sono dedicate, o comunque riferite, a qualcuno in particolare”.

Tu cavalchi la scena rap, cosa ne pensi del movimento in Italia e come si potrebbe migliorare l'immagine del rap in Italia e nel Mondo?
“In Italia, come in ogni altro paese, l' Hip-hop è nato come un movimento rivoluzionario, adesso è solo reazionario, si fa perchè lo fanno tutti, perchè si pensa solo ad arricchirsi economicamente, la figura del rapper oggi è come quella del calciatore quando io ero piccolo, il lavoro che ti fa fare soldi facili. Dobbiamo tornare a fare un lavoro rivoluzionario”.

Quali sono i tuoi punti di riferimento nell'attuale scena musicale e perché?
“Riprendendo il concetto di prima, quando i grandi della scena litigano per chi fa più numeri, per chi ha più soldi, su Instagram e non prendendo in mano un microfono, la voglia di prenderli come punto di riferimento, semplicemente, ti passa”.

Puoi fare un saluto o una dedica speciale.
“Saluto tutti quelli che ascoltano e supportano la mia musica e i ragazzi della 24/Seven Records, ricordando a tutti di andare a trovarci sulla nostra pagina Instagram”.